Il Tirreno

Livorno

Lettere bomba, regia toscana

La busta bomba recapitata in Grecia: non è esplosa
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La busta bomba recapitata in Grecia: non è esplosa

Stessa mano per le lettere esplosive inviate in Svizzera e Grecia

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 LIVORNO. Le buste usate per compiere gli attentati esplosivi contro il comando della Folgore, ma anche contro l'agenzia svizzera per l'energia atomica e soprattutto contro il carcere greco di Koridallos, sembrano indicare che la regia dell'attentato potrebbe essere in toscana.  Le indagini del Ros dei carabinieri si stanno appuntando su questo aspetto, che ormai lascia pochi dubbi sul fatto che le tre buste siano state inviate dalla stessa mano. La lettera inviata al carcere ellenico, l'unica che è stata individuata e neutralizzata oprima dell'esplosione, oltretutto è stata chiaramente inviata dall'Italia, come dimostra l'affrancatura con i francobolli delle nostre poste, oltre alla dicitura "Eufor Firenze", sigla che indica le forze armate europee. Quindi questo spiega come abbia preso corpo l'ipotesi di un gesto terroristico che sia partito dall'Italia, e con molta probabilità, in Toscana, dove si stanno passando al setaccio ambienti anarcoinsurrezionalisti.  Ancora però i carabinieri del Ros non hanno ricevuto ragguagli più precisi su come fosse confezionata la busta esplosiva inviata al carcere greco, ma dagli ambienti investigativi si sottolinea la simultaneità degli eventi, con la busta svizzera esplosa la mattina di giovedì scorso, nelle stesse ore in cui veniva scoperta quella inviata in Grecia, e che la busta recapitata alla Folgore è stata aperta dal tenente colonnello Alessandro Albamonte nel primo pomeriggio della stessa giornata.  A questo proposito sono però arrivati alcuni riscontri dalla busta esplosiva che ha ferito l'ufficiale della Folgore. L'etichetta con l'indirizzo è stata scritta con la stampante di un computer, e questo purtroppo esclude la possibilità di confronti calligrafici. Inoltre si è visto che il francobollo con cui è stata affrancata è stato annullato dal centro di smistamento di via Masi e purtroppo non ci sono timbri che possano indicare da dove sia stata imbucata la lettera. Ma allo stesso tempo il francobollo potrebbe comunque recare delle tracce piuttosto interessanti, visto che è di tipo tradizionale, e che quindi chi lo applicato potrebbe averlo umettato con la saliva, lasciando così una traccia biologica.  Non va dimenticato infatti che l'attentatore che sparò con un mortaio contro la caserma Vannucci della Folgore nel 2006 è stato inchiodato dalla traccia del suo Dna che venne ritrovata sulla bicicletta sulla quale scappò subito dopo l'attentato contro i parà.

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