«PER NOI SONO OSPITI»
Pronti nelle stanze trenta kit di «ritorno alla vita»
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La nave in porto e Sgarallino che accoglie i primi tunisini 1 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il pullman dei profughi tunisini arriva a Villa Morazzana intorno alle 23,30. Prima le visite mediche, poi la consegna di un kit con spazzolino, dentrificio, la schiuma da barba. E l'arrivo in camera per un caffè, un té. Gli uomini che guidano la società che gestisce la Villa - il presidente Andrea Sgarallino e l'amministratore Carlo Errico - sono stati al lavoro per tre giorni insieme a Giovanna Finamore e Giusi Nasello. Hanno preparato trenta kit di "ritorno alla vita": fazzoletti, dentifricio, spazzolino, un pacchetto di sigarette, schiuma da barba. Per cena c'è il cus cus. Cus cus con verdure. «Abbiamo cercato un po' di informazioni su internet - raccontano i gestori - per capire quale fosse il piatto migliore da offrire». Trattati da ospiti, insomma. Nel pomeriggio, alle 15.30, si sono presentati nella villa di Monterotondo polizia e vigili del fuoco: qualcuno aveva chiamato in centrale parlando di quattro bombe piazzate agli angoli della villa. Evidentemente un bluff per ostacolare l'operazione.
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