Il Tirreno

Livorno

Come prendere il patentino

Andrea Puccini
Come prendere il patentino

Scooter e minicar: consigli utili per l'esame di guida

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LIVORNO.Secondo la recentissima riforma del Codice della Strada, il tanto vecchio quanto ironico adagio popolare "pericolo costante" pare non valere più solo per la popolazione femminile. Il giro di vite apportato attraverso la legge 120 del 2010 infatti è stato indirizzato dal legislatore soprattutto nei confronti dei neopatentati. Patentino per scooter.

E dalla giornata di venerdì scorso (1º aprile...), quando la normativa stabilita dai due decreti ministeriali del primo e del 23 marzo scorsi è entrata ufficialmente in vigore, anche i giovanissimi livornesi si sono soprattutto trovati un "ostacolo" aggiuntivo frapposto tra loro e la meta agognata. Quel documento che per loro incarna una meta da conquistare nel processo di emancipazione verso l'età adulta: il "famigerato" patentino.

Una "questione" livornese. L'obbligatorietà di un esame anche a livello pratico per l'abilitazione alla guida di uno scooter cilindrata 50 cc o di una minicar rappresenta infatti un vero "problema", specie in una città come quella dei Quattro Mori celebre per il record vantato a livello nazionale: la città con il più alto rapporto tra densità di popolazione e parco ciclomotori in circolazione (addirittura 248 scooter ogni mille abitanti sfrecciavano già nell'agosto 2010, dato dell'ultima rilevazione).

Dalle nostre parti, quindi, è tutt'altro che un semplice Pesce d'Aprile l'obbligo di sostenere anche una prova pratica per conseguire la facoltà di ottenere il cosiddetto "certificato d'idoneità alla guida di un ciclomotore (cigc)". Anche se prima che il decreto milleproroghe venisse convertito in legge si era paventata la possibilità di uno slittamento ad inizio 2012, già da oggi per salire in sella al motorino non si scherzerà più. Una realtà che in molti si dovranno affrettare a metabolizzare per una veloce e pacifica convivenza con le nuove regole. Del resto, questo "ostacolo" permetterà ai giovanissimi scooteristi di conoscere meglio le regole della guida in città: l'obiettivo della normativa è proprio quello di far maturare i 14enni (e non solo) in sella allo scooter, sperando che diminuisca il numero di incidenti. Esercitarsi: dove, come, quando.

Il patentino sarà considerata una scomoda esigenza, ma va anche detto che quest'ulteriore controllo sulla reale preparazione dei figli consentirà a genitori e familiari di approcciarsi all'acquisto del mezzo con animo meno preoccupato all'idea dei potenziali rischi ai quali inevitabilmente si espone il giovane sulla strada. Ma soprattutto si tratta di una maggiore responsabilizzazione per il giovane scooterista che passerà attraverso il periodo di pratica, non più breve di un mese dalla data dell'esame di teoria superato con il supporto degli appositi corsi frequentati tra i banchi di scuola o presso una scuola guida, durante il quale i candidati saranno autorizzati ad esercitarsi in concreto tra moderati colpi di gas, curve e frenate.

E come nel caso del più tradizionale iter seguito per arrivare a mettere le mani sul volante con la patente B in tasca, i luoghi privilegiati in città dai novellini del sellino (che potranno esercitarsi anche da soli) e quelli contrassegnati dalla celebre "P" di principiante (nel caso delle minicar, assistiti però da una persona che abbia meno di 65 anni e possieda una patente B da almeno dieci anni) restano i medesimi.

Al fine di rispettare la norma che vuole interessate esclusivamente strade poco battute dalla traffico e in orari lontani dal clou del via vai diurno, il dedalo di vie interne alla zona industriale Picchianti e l'altrettanta labirintica area limitrofa allo stadio Picchi a cavallo tra i quartieri La Rosa e Ardenza (due zone da sempre privilegiate per l'insegnamento al pilota di turno, viste le caratteristiche ideali che prevedono scarsa affluenza di traffico e allo stesso tempo dimensioni ristrette della carreggiata al fine di rendere le manovre da eseguire quanto più probanti) brulicheranno presto.

Non più soltanto di vetture con a bordo istruttori delle varie scuole guida, bensì anche di scooteristi titubanti alle prime armi. Duplice scoglio. Un paio di "contro" spuntano però ivello burocratico. Infatti i giovani con patentino diventano di conseguenza soggetti alle eventuali sanzioni accessorie in caso di accertamento di una violazione (ritiro, sospensione, revoca e decurtazione dei punti anche se l'infrazione è commessa guidando una semplice bicicletta). Inoltre, sarà fisiologico il dilatarsi dei tempi di conseguimento.

Per legge infatti, lo stesso istruttore può esaminare non più di un candidato ogni mezz'ora, per una media giornaliera di "appena" 16 persone. Sulla carta, un po' poco per far fronte alla pressante richiesta che giunge quotidianamente presso gli sportelli della Motorizzazione Civile. Un handicap non marginale per l'utenza, anche se non sarà certo un esame in più o in meno a fermare un rito di passaggio ormai consolidato. Ma chi ha già lo scooter... La novità, come detto, è seria. Per guidare un motorino di 50 cc o una minicar bisognerà superare un esame di abilitazione, senza il quale il patentino non potrà essere rilasciato.

L'argomento riguarda in prima battutta i tanti ragazzi che, approssiman dosi alla fatidica età di 14 anni, stanno già sognando l'pacquisto del motorino, ma anche tutti i giovani che sono interessati alle mini-car. In tutti questi casi non basterà più solo quiz di mezz'ora con dieci domande a risposta multipla prima di premere la manopola dell'acceleratore: si dovrà anche passare l'esame di guida pratica. E in attesa del patentino si potrà circolare e allenarsi con il foglio rosa, "premio" per aver superato la teoria.

Permetterà al candidato di esercitarsi per un massimo di sei mesi sino alla data del secondo esame. Ma attenzione: la normativa in questione non non riguarda chi è già in possesso di questi mezzi o ha già superato la teoria prima dell'entrata in vigore della legge.

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