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Il coraggio di Albamonte, lamarezza e la speranza di familiari e colleghi
«Ragazzi, bisogna andare avanti»
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Un militare allingresso della caserma Ruspoli in viale Marconi 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Bisogna andare avanti». Sono le prime parole pronunciate dal colonnello Alessandro Albamonte, capo di stato maggiore della Folgore, gravemente ferito giovedì pomeriggio nell'attentato alla Ruspoli. E sono le stesse parole pronunciate dai parà ora in missione in Afghanistan appena hanno saputo dell'attentato. Molti di loro conoscono bene il colonnello tarantino e sanno che il suo motto è sempre stato non arrendersi. I militari che si trovano ad Herat hanno appreso in tempo reale la notizia della busta bomba recapitata alla caserma di viale Marconi (dove ha sede il comando della Brigata) intestata al "capo di stato maggiore". Lo conferma il tenente Roberto Pagni, uno degli addetti stampa della Folgore, che è in contatto quotidiano con i colleghi in missione: «I ragazzi in Afghanistan sono scossi e sconvolti. Sono sotto pressione e partecipano al dolore per quello che è accaduto al colonnello. Ma non si perdono d'animo. Lui stesso ha insegnato loro a tenere duro. Tutti siamo in apprensione per lui e per la sua famiglia». Preoccupazione anche all'interno della caserma Ruspoli, in viale Marconi, dove è successo il fatto. Il lavoro però va avanti e tutti cercano di tornare alla normalità. Lo testimonia il colonnello Pietro Ribezzo, vice del comandante della Folgore, Carmine Masiello, che da mercoledì si trova in Afghanistan con i suoi uomini. «Alla Ruspoli il clima è sereno, nonostante tutto», dice Ribezzo. Intanto il colonnello Albamonte si è svegliato e ha parlato con i familiari, con Ribezzo e con alcuni colleghi più intimi. Albamonte è lucido e presente a se stesso, anche se molto dolorante. E ricorda tutto. Ha trascorso lunghi momenti con la moglie Paola. La donna cerca di farsi forza, ma è molto proeccupata per la salute del marito. Probabilmente già nei prossimi giorni lui sarà ascoltato dagli inquirenti. l.l.
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