Il Tirreno

Livorno

Il prof inventore che ha ideato robot lottatori di sumo

Il professor Parente e qui a fianco i macchinari assemblati per creare robot lottatori di sumo
◗
Il professor Parente e qui a fianco i macchinari assemblati per creare robot lottatori di sumo

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Un professore-inventore, che insieme ai suoi studenti assembla materiali di scarto e li porta a nuova vita. Come? Ingegnandosi nel creare innovativi sistemi elettronici. L'Archimede pitagorico made in Livorno è Ennio Parente, che dal 2000 insegna all'Ipsia Orlando.  Ricordate le vecchie piste Polistil sulle quali i ragazzini anni Ottanta si sfidavano in grandi competizioni, quando al massimo i computer erano i Commodore e gli Amiga? Ebbene il professor Parente insieme ai suoi studenti ha trovato il modo di far "dialogare" quelle antiquate piste Polistil con i Pc moderni, e di misurare in tempo reale tutti i dati delle telemetria al millesimo di secondo, proprio come nelle gare di Formula 1: tempo sul giro, distacchi, velocità massima, record del circuito. Il tutto addirittura con quattro macchinine in pista contemporaneamente.  Ennio Parente ha 52 anni, vive a Lorenzana e insegna da 22 anni. La sua grande passione è l'elettronica, con la particolarità di ricercare sempre nuove sperimentazioni che possano stuzzicare l'attenzione dei ragazzi, coinvolgendoli in attività di laboratorio che quasi sono un gioco. «Da dieci anni insegno all'Ipsia - dice il prof - e ormai il 35-40% delle mie ore le destino a queste attività sperimentali che possiamo definire forse ludiche, ma che hanno senz'altro il merito di avvicinare tantissimo gli studenti all'elettronica, scoprendone le applicazioni pratiche».  In effetti quella della Polistil è soltanto una delle applicazioni inventate da Parente, che in questi anni ha messo a segno anche molte altre invenzioni: l'anno scorso con le sue classi ha trasformato alcuni telefoni cellulari in apricancello: «Il cancello l'abbiamo costruito noi partendo da materiali di recupero - spiega - nel caso specifico abbiamo prelevato dalle vecchie stampanti le griglie di metallo su cui poggiavano i fogli: sono diventate le porte del cancello che abbiamo collegato a una scheda elettronica elaborata in classe, in grado di decodificare un preciso numero di telefono che era possibile digitare da qualunque cellulare: in questo modo facendo il numero il cancello si apriva».  Molte delle invenzioni geniali di Parente e dei suoi studenti sono applicazioni pratiche che i ragazzi potrebbero trovarsi ad affrontare una volta entrati nel mondo del lavoro, visto che la domotica è la nuova frontiera verso cui guarda l'edilizia abitativa e l'industria degli elettrodomestici.  «In effetti utilizzando la stessa applicazione - spiega ancora il vulcanico professore - è possibile ad esempio realizzare la scheda che può pilotare l'accensione della caldaia di una casa all'Abetone che vogliamo cominciare a riscaldare qualche ora prima del nostro arrivo».  L'ultima ricerca su cui stanno lavorando gli studenti di Parente? I robot-lottatori di Sumo. Un marchingegno davvero interessante. Acquistati e assemblati i materiali di base, ogni studente ha dato vita al proprio robot con una scheda elettronica pilotata da un dispositivo che ha consentito di sfidarsi, e, come nella disciplina sportiva reale, premiare chi riusciva a buttare fuori l'avversario.  «Esistono molti altri esperimenti - conclude il prof - magari più tecnici come la gara di carabine (è stato realizzato un bersaglio dotato di sensore di onde elettromagnetiche in grado di monitorare quante volte e in quali tempi veniva colpito sia da laser, che da luce invisibile come gli infrarossi del telecomandi) oppure, sempre sul fronte della domotica, un altro dispositivo che usando la linea elettrica della corrente ha permesso ai ragazzi di iniettare dei segnali nella rete, prelevati poi in prese anche molto distanti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana