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Protestano architetti e ingegneri: «Date gli incarichi anche noi»

Protestano architetti e ingegneri: «Date gli incarichi anche noi»

Centotrenta nomi, uno in fila all'altro. Sono quelli di altrettanti ingegneri, architetti e liberi professionisti livornesi, che hanno scritto ai soggetti più disparati, dal Comune alla Provincia, passando per Cna, Camera di commercio e Diocesi, per chiedere di non essere dimenticati.

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LIVORNO. «Il problema vero è che la committenza pubblica manca perché non ci sono più soldi». Il sindaco Cosimi commenta così la lettera di protesta arrivata anche a lui, e a tutti i suoi amministratori, dai liberi professionisti della città. Centotrenta nomi, uno in fila all'altro. Sono quelli di altrettanti ingegneri, architetti e liberi professionisti livornesi, che hanno scritto ai soggetti più disparati, dal Comune alla Provincia, passando per Cna, Camera di commercio e Diocesi, per chiedere di non essere dimenticati.

Altro che battaglia alle "consulenze d'oro": i professionisti chiedono che gli incarichi esterni degli enti locali siano incrementati. Perché di quell'oro che viene additato come uno spreco delle amministrazioni negli ultimi anni dicono di non aver visto neppure un opaco bagliore. Così hanno deciso di invitare le istituzioni a «una riflessione». «Fatta salva la lotta agli sprechi ingiustificati - scrivono - vorremmo riportare l'attenzione su quanto sia importante coinvolgere la componente professionale e intellettuale della comunità per raggiungere l'obiettivo di migliorare la qualità del nostro vivere». In parole povere si sentono tagliati fuori dalla progetttazione del futuro cittadino.

«Ogni amministrazione - scrivono ingegneri e architetti - dovrebbe impegnarsi non a diminuire, bensì ad aumentare la partecipazione di questa componente intellettuale a tutti i processi progettuali che hanno come obiettivo il disegno della città futura. Uno sviluppo urbano che sia all'insegna della sostenibilità sociale, economica e ambientale, è inarrivabile senza la sinergia di tutte le risorse del territorio». I 130 professionisti in rivolta hanno deciso di aprire un vero e proprio confronto pubblico sul tema e hanno pubblicato la lettera sul blog www.livorno2punto0.blogspot.com. Fanno anche esempi concreti di questa presunta «ghettizzazione» che gli enti pubblici avrebbero avviato nei loro confronti. «Il Comune - scrivono - ha bandito tre concorsi per Dogana d'Acqua, Forte San Pietro e area ex Pirelli.

Solo la Dogana d'Acqua è rientrata nel Piuss e, nonostante al gruppo vincitore sia stato riconosciuto il premio di 140mila euro previsto dal bando, abbiamo saputo che il progetto definitivo è stato completamente ridisegnato dagli uffici dell'edilizia pubblica del Comune». Insomma ai 130 professionisti firmatari non va giù che i progetti per riqualificare piazze a spazi pubblici siano firmati quasi esclusivamente dagli uffici interni dei vari enti. «Non è vero - spiega Cosimi - cnhe non siamo interessati al loro apporto progettuale. Non vogliamo punirli, ma in questo momento siamo praticamente commissariati». Il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, è schietto: «Devo ammettere che se i professionisti parlano di un certo distacco, della mancanza di dialogo con gli enti locali, sollevano un problema reale.

Spesso è più semplice rapportarsi con chi protesta (i comitati) o con le strutture organizzative classiche (come Cna e Confcommercio), anziché con gli ordini professionali». «La protesta - chiude - è comprensibile visto il momento di crisi. Ma voglio essere chiaro: quanto ai bandi sono spesso internazionali ed è impossibile premiare solo le forze del territorio. Per le consulenze, visti i tagli agli enti, saranno fortemente ridimensionate».

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