Il presidio
LOPINIONE
Malessere profondo
Andrea Lazzeri
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Centouno tra ingegneri e architetti, ai quali si aggiungono un'altra tentina di liberi professionisti che operano nei campi più disparati, scrivono una lettera-appello alle pubbliche amministrazioni e ai propri ordini professionali. E la firmano con nome e cognome, senza farsi scudo di associazioni o altre sigle. A Livorno è una rottura con il passato. Chiedono di non essere esclusi nell'ideazione dei progetti cittadini. Domandano consulenze, certo. Ma anche di poter avere voce sul futuro di Livorno. Per dirlo non hanno bussato alle porte dei partiti o degli amministratori. Si sono ritrovati in un blog su internet, fuori da tutti i canali che tradizionalmente alimentano il dibattito politico e professionale. Segno che da quando la pubblica amministrazione ha stretto i cordoni della borsa e le consulenze esterne diventano sempre più rare, la crisi colpisce anche categorie di quella che un tempo era la classe media. Un ceto professionale che insieme al portafoglio vede diventare più leggero anche il proprio peso sociale.
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