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I superstipendi dei dirigenti
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Palazzo Civico: il reddito annuo dei dirigenti comunali è cresciuto in media di 4-5000 euroCrescono nonostante l'austerità. Con ricchi premi
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LIVORNO. Il mondo cambia (in peggio) ma c'è un angolino del mondo che resta impermeabile ai cambiamenti: la busta paga dei dirigenti pubblici, sempre più ricca, a dispetto della dichiarata austerità della finanza pubblica. Comune e Provincia, assolvendo agli obblighi della legge Brunetta, hanno pubblicato le retribuzioni dei loro manager. Che anche nel 2010, tra scatti contrattuali e premi, hanno continuato a crescere. E sono cresciute anche di parecchio: mediamente i 22 dirigenti del Comune e i 14 della Provincia hanno percepito dalla loro amministrazione 4000-5000 euro lordi all'anno in più. Ma chi è stato promosso è andato oltre, fino a 16mila euro in più, con retribuzioni che in alcuni casi sfondano i 100mila euro l'anno. Più dei capi delle loro amministrazioni, il sindaco Cosimi e il presidente Kutufà, che guadagnano rispettivamente meno di 4mila euro netti al mese (con dodici mensilità). Quattro voci Le retribuzioni che ci accingiamo a presentare sono composte essenzialmente da quattro voci. C'è una prima voce, la più importante, che è la cosidetta retribuzione tabellare, quella che è indicata dal contratto nazionale di lavoro. Voce che cresce mediamente di 3000 euro lordi annui tra il 2009 e il 2010. C'è poi una voce legata all'importanza dell'incarico coperto (cosidetta retribuzione di posizione) e una che premia il risultato raggiunto (retribuzione o premio di risultato). Infine un elemento retributivo accessorio, che comprende incarichi vari svolti per l'ente o diritti di segreteria. Il più ricco è Battista Ebbene, il dirigente più pagato nel 2010 non è nell'ente più importante, il Comune, ma alla Provincia: il segretario generale di Palazzo Granducale Fabio Martino Battista ha avuto 163mila euro lordi. Scavalcando il direttore generale dello stesso ente, Alessandro Giovannini, che è l'unico dei 36 dirigenti che nel 2010 ha perso qualcosa (da 152 a 142 mila euro). Giovannini, terzo sul podio, è sorpassato anche dal segretario generale del Comune Antonio Salonia, cresciuto a 150mila euro. Exploit in Comune Tornando al Comune, si registra un exploit dei funzionari promossi dirigenti, come Maurizio Lenzi (demanio) che passa dai 73mila euro del 2009 agli 84mila euro del 2010, Giuseppe Di Pietrantonio (progettazione e direzione lavori) salito da 78 a 88mila euro e soprattutto Massimiliano Bendinelli (patrimonio), la cui retribuzione è cresciuta da 75 a 91mila euro. Fermo restando che al top, dopo Salonia, restano l'avvocato Paolo Macchia (118mila euro, +1713), la vicesegretaria generale Graziella Launaro (115mila, + 4910 euro), il dirigente dell'urbanistica Gianfranco Chetoni (106mila euro, + 4944 euro) e il dirigente delle opere pubbliche Roberto Ceccarini, che ha raggiunto i 100mila euro lordi tondi tondi (+ 4943 euro). Va detto che, nella maggioranza dei casi, la maggiore retribuzione è frutto degli aumenti tabellari (circa 3mila euro) e della retribuzione di posizione (mille euro). Ci sono addirittura dirigenti che perdono retribuzione di risultato rispetto al 2009, indice di una valutazione complessivamente peggiore. E comunque, fatte le somme, anche per questi il saldo è positivo. Doppio premio In Provincia gli aumenti sono ancor più sorprendenti, ma per un semplice motivo: nel 2010 sono state pagate ai dirigenti due annualità di retribuzione di risultato, quella del 2010 e quella del 2009 che non era stata pagata l'anno precedente. E dunque si spiegano così gli incrementi-record in busta: più 19mila euro Alberto Bartalucci ed Enrico Bartoletti, più 18mila euro Reginaldo Serra, addirittura più 26mila euro Stefano Simm. Senza questo doppio pagamento, l'aumento sarebbe stato minore ma egualmente considerevole. Perchè, così come nel caso del Comune, anche in Provincia hanno agito le dinamiche contrattuali (lo scatto maturato con il rinnovo). Al netto di tutte le considerazioni, restano stipendi di tutto rispetto: scendendo per li rami, i 113mila euro di Stefano Simm e di Claudio Bini, i 108mila di Alberto Bartalucci e di Reginaldo Serra, i 95 mila di Carlo Pierobon.
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