Il Tirreno

Livorno

LA TESTIMONIANZA

«Lo vedevo che rischiava di morire e non potevo far nulla per aiutarlo»

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 LIVORNO. «Cosa volete che pensassi mentre ero appeso a 20 metri di altezza? Che venissero alla svelta ad aiutarmi, che la corda non si rompesse, che dovevo agitarmi il meno possibile proprio per evitare che qualcos'altro andasse storto».  Mark Kalo, l'operaio albanese di 44 anni protagonista del drammatico incidente sul lavoro di via Montebello, ha dimostrato un sangue freddo incredibile: quando il cestello dei vigili del fuoco lo ha depositato a terra dopo averlo salvato, non ha dato nessun segno particolare della paura che avrebbe colpito chiunque altro si fosse trovato in quel drammatico frangente. «No, grazie dottoressa, non serve né il ricovero all'ospedale e nemmeno una vista - ha detto Mark alla dottoressa del 118 accorsa a bordo dell'ambulanza della Misericordia - non mi sono fatto niente, non ho bisogno di cure».  In Italia da 8 anni, sposato con due figlioletti, Mark Kola non sembrerebbe certo uno che è rimasto un quarto d'ora appeso nel vuoto a venti metri da terra. «Tranquillo non ero, ma nemmeno ho avuto una grande paura - spiega con disarmante traquillità l'operaio - sono tanti anni che lavoro a queste altezze, e non soffro certo di vertigini. La cintura di sicurezza? Questa è una cosa fondamentale e io ho imparato subito che chi non la mette rischia la vita»  Un comportamento questo che è stato messo in risalto anche dai tecnici del servizio Sicurezza sul lavoro dell'Asl, accorsi sul posto subito dopo l'incidente, che hanno espresso la loro soddisfazione per il comportamento dell'operaio: «Sono un paio d'anni che abbiamo fatto una campagna proprio per sollecitare l'uso delle imbragature di sicurezza di chi lavora sulle piattaforme aeree - ha spiegato un tecnico - e quanto è successo oggi ha dimostrato che se si seguono certe indicazioni ci si salva anche in casi drammatici come questo. E questo vuol dire che il nostro lavoro è servito».  E' andata bene, ma la paura, fra chi ha assistito, per quel lunghissimo quarto d'ora, al drammatico spettacolo di un uomo sospeso nel vuoto, è stata tanta: «Stavo parcheggiando il mio scooter - ha spiegato Mario Moschini, che abita nello stabile attiguo - quando ho sentito qualcuno gridare: ho alzato gli occhi e ho visto la piattaforma rovesciata e quell'uomo appeso all'altezza del quinto piano. E' stato tremendo - continua il testimone - ho chiamato i vigili del fuoco e poi sono rimasto lì a guardare quello che stava succedendo, senza poter fare per quella persona, se non sperare che i pompieri arrivassero in tempo e che non succedesse qualche altro incidente. Poi - conclude Moschini - è arrivata l'autoscala e i vigili del fuoco lo hanno portato a terra. Questa volta è andata bene».

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