Il Tirreno

Livorno

Addio al medico gentile

Martina Corirossi
<b>IL FUNERALE.</b> Stracolma la chiesa di S. Giuseppe all&#146;ospedale, la gente ha affollato il cortile interno
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IL FUNERALE. Stracolma la chiesa di S. Giuseppe all’ospedale, la gente ha affollato il cortile interno

Grande folla al funerale per l'ultimo abbraccio a Ceccarini

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 LIVORNO. Nonostante i familiari avessero annunciato le esequie in forma privata, una grande folla commossa ha partecipato all'ultimo saluto a Massimo Ceccarini, il primario di dermatologia, stroncato lunedì scorso da un male incurabile. Già prima dell'inizio della funzione, celebrata dal vescovo Simone Giusti, la chiesa di San Giuseppe nel cortile grande dell'ospedale era talmente gremita di gente che era impossibile entrare.  Un'immagine significativa che dimostra l'affetto, la stima e la riconoscenza dei livornesi: stretti attorno alla famiglia di Massimo, medico dal volto umano, tanti rappresentanti delle istituzioni ma soprattutto gente comune.  Il sindaco Alessandro Cosimi era andato a dare l'ultimo saluto alle 8,30, prima di far rotta su Roma per partecipare all'incontro dell'Anci con i ministri Tremonti e Calderoli. Fra i primi ad arrivare c'è Giorgio Kutufà, presidente della Provincia, poi l'ex sindaco Gianfranco Lamberti e gli amici del Pd: Massimo Ceccarini si era impegnato anche nella politica, occupando per cinque anni i banchi del consiglio comunale con i Ds. Un politico atipico, che si era distinto per i suoi modi sempre garbati e corretti.  La gente lo ricorda come un professionista dalle indubbie capacità, ma soprattutto rammenta la sua disponibilità, piange quella persona umana e bonaria. «Un uomo che non ha mai smesso di sorridere alla vita anche quando la malattia lo aveva colpito», ricorda il vescovo Giusti, che si dice sorpreso dal modo con cui Ceccarini ha affrontato questi ultimi mesi. «Andavo spesso a fargli visita - spiega durante l'omelia - e ogni volta mi chiedevo come un uomo così provato dalla malattia potesse trasmettere tanta serenità e amore a chi gli stava attorno. Mi accoglieva sempre col sorriso sulle labbra, la battuta pronta».  Un uomo che sembra avere amato tanto la vita da non temere la morte. A seguire le esequie ci sono anche quelli che Massimo non lo conoscevano; l'avevano incontrato una volta o due, nel suo studio, durante una visita, ma erano rimasti profondamente colpiti da quel calore tutto umano che emanava. Nella chiesa di San Giuseppe non c'è più un angolo vuoto. Dai ballatoi si affacciano le infermiere del suo reparto e i ragazzi della scuola per infermieri, i volti rigati dalle lacrime. Alla fine della cerimonia la folla si riversa nel cortile centrale dell'ospedale. Un silenzio irreale regna sul sagrato, un silenzio che diventa l'assordante consapevolezza di un vuoto incolmabile. Poco dopo parte un applauso interminabile.

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