Il Tirreno

Livorno

Stop ai part-time, infermieri protestano in Comune

Martina Corirossi
Dipendenti Asl in Comune
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Dipendenti Asl in Comune

Duecentocinquanta infermieri Asl sul piede di guerra dopo la revoca dei contratti a tempo parziale

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 LIVORNO. Irrompe in consiglio comunale la protesta degli operatori sanitari della Asl 6, dopo la revoca dei contratti part-time. Quasi 250 i lavoratori sul piede di guerra, tra infermieri e operatori, tutti impiegati a tempo indeterminato. A farsi portavoce del malcontento Massimo Ferrucci, segretario provinciale della Fials, il sindacato autonomo dei lavoratori sanitari. «Siamo sviliti di fronte all'ennesima prepotenza - spiega Ferrucci -. Nell'azienda regna un vero e proprio sistema padronale». Lo scorso 24 dicembre i 250 lavoratori, in maggioranza donne, si sono visti recapitare una lettera che, senza preavviso, annunciava la revoca del contratto part-time. I dipendenti dovranno sottoscrivere entro il 1 marzo un nuovo contratto. Ma la faccenda non è così semplice come può sembrare. Gli operatori sanitari saranno nuovamente assunti sulla base di una graduatoria provinciale. Questa è la pietra dello scandalo, che genera timori e sgomento.  Lunedì mattina Ferrucci si è presentato in consiglio comunale per sensibilizzare i capigruppo e richiedere un confronto con il sindaco. «I diritti dei lavoratori sono calpestati continuamente - ribadisce Ferrucci - la legge prevede che l'iscrizione dei lavoratori in graduatoria per l'assegnazione dell'orario ridotto venga effettuata solo se coloro che lo richiedono superano il 25% del totale. Mentre noi raggiungiamo a malapena l'8%». Il nuovo contratto prevede inoltre che il regime degli orari sia determinato mensilmente, «come faremo ad organizzarci?», si chiedono le molte mamme. «L'accordo che l'Asl ha stipulato con Cgil, Cisl e Uil non garantisce più il diritto al part time, in un'azienda che tra l'altro non da niente ai suoi lavoratori», conclude Ferrucci.

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