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Porto, Piccini tentato dal Tar
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Roberto Nardi e Roberto Piccini: entrambi bocciati dal ministro Matteoli che ha chiesto una nuova terna E Nardi annuncia: pronti a candidare un personaggio autorevole
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LIVORNO. Piccini medita il ricorso. Nardi no. «Non si sta in paradiso a dispetto dei santi» dice il presidente della Camera di Commercio. Che però ha in serbo una sorpresa: «Potremmo mettere nella terna un personaggio molto autorevole. A cui si potrebbe anche dire di no, ma con qualche difficoltà». Inutile insistere: «Niente nomi, penso che anche stavolta tutto si deciderà alla fine dei 30 giorni di tempo». E il presidente della Regione Rossi difende la scelta di Gallanti commissario. Intanto Roberto Piccini reagisce duramente al ministro, che ha motivato la sua esclusione con un giudizio molto negativo sulla gestione all'Autorità Portuale. «Mi meraviglio dell'ignoranza che il ministro mostra di avere sulla situazione del porto. Trovo le motivazioni con cui ha ribadito la mia esclusione puerili: come quella dove si afferma che a Livorno si sono persi traffici. Livorno ha risentito della crisi mondiale nè più nè meno di altri porti. E poi, in questi 4 anni, il ministero dei trasporti non ha mai fatto rilievi. Nè sui bilanci nè su altro». La verità è un'altra, dice Piccini. «I danni non li ho fatti io, Matteoli porta la responsabilità pesante di quattro anni di commissariamento dai quali il porto è uscito distrutto. Ho ereditato una situazione molto difficile: la macchina organizzativa era ferma così come qualsiasi intervento di programmazione. Per non parlare di quello che ho trovato alla Porto 2000». Quanto all'incapacità di spendere i fondi, Piccini quasi ci ride sopra: «Ma vi pare che, se un presidente può spendere i soldi, non li spende? In realtà molti stanziamenti non erano utilizzabili». Piccini si è sentito offeso dalle nuove motivazioni, «che sono impugnabili, con ottime probabilità di vincere il ricorso. Ma valuterò, anche sentiti gli enti e la città». E' pronto a tornare al Tar, ma solo se avrà il sostegno delle istituzioni, altrimenti potrebbe lasciare perdere. Un nuovo contenzioso potrebbe bloccare l'iter e allungare a dismisura il commissariamento: una responsabilità che Piccini non vuole addossarsi completamente, convinto che lo schiaffo sia stato dato soprattutto alla città. Una prospettiva, quella di un commissariamento lungo, che il presidente della Regione Rossi vuole assolutamente evitare. Intervenendo al congresso regionale di Sinistra e Libertà, Rossi ha detto di volere «evitare un film già visto, fatto di 4 anni e mezzo di polemiche e commissariamenti, e lavorare al meglio per superare una situazione difficile. C'è bisogno di un governo dell'Autorità Portuale forte, indispensabile per il porto, per la città e per la Toscana». (c.m.)
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