Il Tirreno

Livorno

Lo sciopero del 28

La Fiom al corteo di Massa

Valeria Cappelletti

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 LIVORNO. «Il 28 gennaio parteciperemo con i lavoratori allo sciopero generale dei Metalmeccanici per il contratto nazionale di lavoro senza deroghe, per la democrazia e per la libertà di rappresentanza sindacale»: a dirlo è Enrico Pedini, della segreteria Fiom-Cgil. In Toscana, i lavoratori e i sindacati si riuniranno a Massa per manifestare, in particolare, contro la scelta compiuta dalla Fiat. Sono previsti 4 pullman in partenza dalla nostra città, 10 dal resto della provincia, per un totale di 600 persone. Uno sciopero per scongiurare la crisi economica: «da cui Livorno sembra poter uscire - sottolinea Pedini - grazie a decine di accordi importanti che abbiamo sottoscritto: tra cui quello per impedire la vendita dell'Eni, salvaguardando diritti e occupazione, e quelli fatti nel settore della componentistica auto, garantendo la permanenza delle imprese sul territorio». Avviare una nuova reindustrializzazione nella provincia, questo il modo indicato da Pedini per uscire dalla crisi: «primo tra tutti sostenendo il progetto della De Tomaso». Una ripresa lenta, che, tuttavia, deve scontrarsi con una perdita nel settore metalmeccanico di oltre mille posti di lavoro, da fine 2008 al 2010.

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