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Aamps morosa per due milioni
Juna Goti
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Nel mirino gli spazi dei cassonetti. A fianco il presidente Cappelli3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Almeno due milioni di euro: ecco la morosità che Aamps avrebbe accumulato dal 2007 a oggi nei confronti del Comune di Livorno per il mancato pagamento della Tosap, ovvero la tassa sull'occupazione degli spazi e delle aree pubbliche della città. Una tassa che deve essere pagata anche dall'azienda di servizi per i rettangoli di strada occupati dai cassonetti e dai bidoni dell'immondizia.
La notizia è circolata ieri, subito dopo il fccia a faccia tra l'amministrazione comunale e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali riuniti nella sede di via Bandi. Sul tavolo - in mezzo a mille domande sullo stato di salute della partecipata, sul possibile aumento della Tia (poi scongiurato) e sulla salvaguardia dei posti di lavoro in vista della privatizzazione del 40 per cento in programma per il prossimo anno - a un certo punto si è fatto spazio un interrogativo: Aamps ha evaso per anni il pagamento della Tosap? La voce, tra gli addetti ai lavori, circola da tempo. E sull'argomento non mancano tensioni. Ma solo ieri si è avuto la prova che il problema esiste, anche se non sono chiare né le conseguenze né le possibili soluzioni: l'argomento non era infatti all'ordine del giorno della riunione ed è quindi stato trattato solo di sfuggita. Lo conferma il segretario della Cgil, Maurizio Strazzullo: «La morosità di Aamps non era oggetto della discussione, anche se ne abbiamo parlato a margine, e comunque i rappresentanti della giunta comunale hanno assicurato che la situazione finanziaria della partecipata è sotto controllo...». Chiediamo conferma in Municipio e così scopriamo che lunedì mattina l'assessore al bilancio Valter Nebbiai incontrerà il dirigente della ragioneria comunale, Nicola Falleni, proprio per discutere di quello che ormai si sta configurando come un vero e proprio caso. La partecipata, infatti, dal 2007 non versa al Comune (che poi è il socio di riferimento) il pagamento della tassa sull'occupazione del suolo pubblico: in particolare non versa quanto dovuto per l'occupazione degli spazi riservati ai cassonetti dell'immondizia, così previsto dalla Corte Costituzionale. La morosità, stando alle prime indiscrezioni, supera i due milioni di euro. Ma l'azienda, interpellata al riguardo in tarda mattinata, ha preferito non dare risposte ufficiali, mentre il presidente Massimo cappelli non è stato rintracciabile. L'assessore alle partecipate, Claudio Ritorni, getta acqua sul fuoco: «La somma deve essere ancora quantificata e l'operazione non è semplice. Ci sono contenziosi in corso, ci stiamo lavorando...». Il nodo è spinoso e delicatissimo. Anche dal punto di vista politico. Intanto, al tavolo con i sindacati, il sindaco Alessandro Cosimi ha ribadito che «la Tia non sarà aumentata». Era stata la stessa azienda a ipotizzare - nel piano tecnico finanziario consegnato al Comune - un incremento della tassa di igiene ambientale. Un aumento pensato per bilanciare l'addio agli incentivi del governo per la produzione di energia elettrica, che scadranno a giugno. ma anche per potenziare la raccolta differenziata.
L'idea di colmare il divario gonfiando la Tia aveva suscitato subito malumori all'interno della stessa maggioranza. Soprattutto dopo che in una riunione del Pd, il presidente dell'Aamps aveva ipotizzato un possibile aumento del 10%. Misura che non aveva trovato il consenso del sindaco. E anche il segretario Filippo Di Rocca aveva fatto sapere successivamente di non essere d'accordo con un simile provvedimento. Ma ora c'è da risolvere il problema della morosità: quale atteggiamento terrà il Comune nei confronti di Aamps?
La notizia è circolata ieri, subito dopo il fccia a faccia tra l'amministrazione comunale e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali riuniti nella sede di via Bandi. Sul tavolo - in mezzo a mille domande sullo stato di salute della partecipata, sul possibile aumento della Tia (poi scongiurato) e sulla salvaguardia dei posti di lavoro in vista della privatizzazione del 40 per cento in programma per il prossimo anno - a un certo punto si è fatto spazio un interrogativo: Aamps ha evaso per anni il pagamento della Tosap? La voce, tra gli addetti ai lavori, circola da tempo. E sull'argomento non mancano tensioni. Ma solo ieri si è avuto la prova che il problema esiste, anche se non sono chiare né le conseguenze né le possibili soluzioni: l'argomento non era infatti all'ordine del giorno della riunione ed è quindi stato trattato solo di sfuggita. Lo conferma il segretario della Cgil, Maurizio Strazzullo: «La morosità di Aamps non era oggetto della discussione, anche se ne abbiamo parlato a margine, e comunque i rappresentanti della giunta comunale hanno assicurato che la situazione finanziaria della partecipata è sotto controllo...». Chiediamo conferma in Municipio e così scopriamo che lunedì mattina l'assessore al bilancio Valter Nebbiai incontrerà il dirigente della ragioneria comunale, Nicola Falleni, proprio per discutere di quello che ormai si sta configurando come un vero e proprio caso. La partecipata, infatti, dal 2007 non versa al Comune (che poi è il socio di riferimento) il pagamento della tassa sull'occupazione del suolo pubblico: in particolare non versa quanto dovuto per l'occupazione degli spazi riservati ai cassonetti dell'immondizia, così previsto dalla Corte Costituzionale. La morosità, stando alle prime indiscrezioni, supera i due milioni di euro. Ma l'azienda, interpellata al riguardo in tarda mattinata, ha preferito non dare risposte ufficiali, mentre il presidente Massimo cappelli non è stato rintracciabile. L'assessore alle partecipate, Claudio Ritorni, getta acqua sul fuoco: «La somma deve essere ancora quantificata e l'operazione non è semplice. Ci sono contenziosi in corso, ci stiamo lavorando...». Il nodo è spinoso e delicatissimo. Anche dal punto di vista politico. Intanto, al tavolo con i sindacati, il sindaco Alessandro Cosimi ha ribadito che «la Tia non sarà aumentata». Era stata la stessa azienda a ipotizzare - nel piano tecnico finanziario consegnato al Comune - un incremento della tassa di igiene ambientale. Un aumento pensato per bilanciare l'addio agli incentivi del governo per la produzione di energia elettrica, che scadranno a giugno. ma anche per potenziare la raccolta differenziata.
L'idea di colmare il divario gonfiando la Tia aveva suscitato subito malumori all'interno della stessa maggioranza. Soprattutto dopo che in una riunione del Pd, il presidente dell'Aamps aveva ipotizzato un possibile aumento del 10%. Misura che non aveva trovato il consenso del sindaco. E anche il segretario Filippo Di Rocca aveva fatto sapere successivamente di non essere d'accordo con un simile provvedimento. Ma ora c'è da risolvere il problema della morosità: quale atteggiamento terrà il Comune nei confronti di Aamps?
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