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Elettrosmog, siamo la città delle antenne
Mauro Zucchelli
Il "catasto" della Regione conta 90 impianti a servizio dei telefonini: uno ogni km quadrato
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LIVORNO. Stavolta non lo dicono né gli ecologisti più arrabbiati né i pauperisti che vedono nel telefonino l'emblema della società dei consumi. Lo mette nero su bianco la Regione che, all'interno del proprio "Sistema ininformativo regionale ambientale", ha una sorta di "catasto" per censire una per una tutte le stazioni radio-mobili per la telefonia cellulare, cioè le antenne che consentono ogni giorno migliaia e migliaia di chiamate via cellulare. Entro il perimetro di Livorno città, la mappa della Regione ne conta ben 90 (compiendo però la svista di attribuire a Livorno una delle antenne in zona Villaggio Emilio). Praticamente di una antenna ogni chilometro quadrato da coprire: anzi, a esser precisi, uno ogni 1,16 kmq. In rapporto all'estensione dell'area da servire, è uno standard quasi doppio rispetto a Pisa e poco meno che triplo a confronto con Lucca. E il resto della provincia? Si contano 32 antenne a Piombino e 29 a Rosignano. Collesalvetti (21) ne ha più di Cecina (16) e di Portoferraio (19). La "mappa" ne fotografa 14 a Campiglia, 12 a Bibbona e altrettante sia a Castagneto che a San Vincenzo, 4 in Capraia, due a Suvereto. All'Elba la fa da padrona Marciana: 21 impianti (in proporzione quasi il doppio rispetto a Livorno). Poi, a parte Portoferraio già citata: 15 a Campo Elba, 7 a Capoliveri, 4 a Marciana Marina, idem a Porto Azzurro, 5 a Rio Marina e 6 a Rio Elba. Complessivamente: 305 in tutta la provincia. Più di quella di Pisa (298), che pure ha una superficie doppia. E' però una banca dati che mostra un qualche ritardo nell'aggiornamento, essendo ferma da oltre 12 mesi (per quanto l'aumento del numero di questi impianti sia stato meno veloce negli ultimi anni). Il dossier della Regione dà conto anche della memoria di rilevazioni sull'inquinamento elettromagnetico in varie zone della città (ma è da dire che parliamo di cinque-sei anni fa): si supera quota 1 V/m solo sei volte su 33 luoghi analizzati (in via Rossi, via Gobetti, in via Pannocchia, in via Zola e due volte al Castellaccio con un picco di 3,48). Sempre però ben lontano al limite di 6 V/m in zona a permanenza prolungata (e di 20 altrove). «E' vero che non si sa se l'elettrosmog da telefonini fa male ma non è nemmeno vero il contrario», dice Gabriele Volpi (Cittadini Ecologisti), protagonista di tante battaglie in questo campo. «Negli anni scorsi, riuscii a far approvare una delibera che metteva paletti: di fronte al Tar i gestori vinsero ma il Comune avrebbe potuto impegnarsi per legare la proliferazione delle antenne inserendole nel piano regolatore. Invece si è lasciato campo libero ai gestori e questi impianti spuntano ormai ovunque».
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