Il Tirreno

Livorno

Intanto è gelo con il presidente dell’Authority, che non partecipa alla conferenza stampa in Comune

«Si sono ricreduti? Vadano da Matteoli»

Cri.Me.
Il sindaco Cosimi a ruota libera sul porto
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Il sindaco Cosimi a ruota libera sul porto

Cosimi contro gli imprenditori: «Sono stati loro a non volere Piccini»

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 LIVORNO. «Se qualcuno ha terrore di un commissario o di un presidente genovese, noi all'Atl abbiamo dei bei pulmini perchè questi signori vadano dal ministro a convincerlo che Piccini è il miglior candidato possibile».  E ancora: «Sono andato dalle categorie economiche a proporre loro un patto per la riconferma di Piccini. E molti di loro mi hanno detto no. Comodo scoprire adesso che era migliore lo scenario di prima». Il sindaco Cosimi è un fiume in piena. Non vuole starci, lui, sul banco dei traditori di Piccini. Il problema, dice, l'hanno creato quelli che non vogliono la riconferma del presidente dell'Authority. Tra cui ci sono alcuni firmatari del documento delle categorie economiche.  Defezione La conferenza stampa in Comune per presentare il nuovo passo verso l'approvazione del piano regolatore del porto - vedi sotto - inizia con un piccolo giallo. Doveva essere una conferenza stampa congiunta Cosimi-Piccini, ma il presidente dell'Autorità Portuale non c'è. Ha preferito starsene nel suo ufficio, a ricevere il professor Noli, il progettista del prg portuale. Non è un mistero che Piccini sia rimasto molto amareggiato nell'apprendere che, prima della sentenza del Tar, si è trattato per trovare il suo successore. E con il sindaco è sceso il gelo. Con Piccini «Continuiamo a sostenere che Piccini sarebbe stato, o meglio sarebbe, il miglior presidente - dice Cosimi - Io non voglio partecipare al gossip di questi giorni ma mi sorprendo quando leggo che la presidenza deve restare a un livornese. Piccini mica è un candidato di Capannori...» Io e Rossi. «Vero - dice il sindaco, rispondendo a una domanda - il presidente della Regione ha più volte detto che non prenderà una decisione contro gli enti locali e la città. Però c'è un punto importante. Se ti chiedono: cosa volete un commissario per un sacco di tempo e non si sa chi o Piccini? Io rispondo: vogliamo Piccini. Ma se ti dicono: no Piccini no perchè il ministro non lo nomina, allora così non funziona... Bisogna avere un rapporto paritetico che ci consenta di portare avanti la scelta sapendo che, alla fine, c'è un punto in cui bisogna riflettere». I signor no Il sindaco è irritato con gli imprenditori che hanno firmato la lettera a Rossi. «Io sono andato dalle categorie e ho proposto un "draft", un contratto che diceva: noi non abbiamo bisogno di un conflitto ma di una continuità. Ho proposto un contratto, due pagine di appunti nelle quali impegniamo l'Autorità Portuale a realizzare alcune cose, e di costruire su questo documento la riconferma del presidente. La risposta è stata da parte di molti: "tutti tranne Piccini". Io non so cosa c'è dopo Piccini, però se qualcuno ha terrore di un commissario genovese noi all'Atl abbiamo dei pulmini, vadano dal ministro per salvare la livornesità e Piccini». Vecchi e nuovi Certo, Cosimi non può nascondere la sorpresa «nell'aver letto certi nomi, candidati dalle grandi famiglie» dice, alludendo all'ipotesi di lanciare nella mischia Beppe Batini e Angelo Mancusi. «Dicono loro: il passato va sconfitto, noi siamo la novità, e poi si ricomincia dalla Mezzi Meccanici? Suvvia....» «Questi non sono ragazzi di 38 anni della London School of Economics. Con franchezza: queste ipotesi sono la garanzia trasversale che non cambi niente in questo porto». Ammiraglio o no? Ma il sindaco cosa pensa di un presidente genovese? «Non parlo fino alla sentenza del Tar». Però? «Però immagino che Rossi, su una posizione di parità, ci chiederà: volete un commissariamento con un ammiraglio che sta qui tre anni? E allora la città potrà scegliere. Sapendo però che chi ha detto no a Piccini, esercitando un diritto di veto, poi non può dire no a Tizio o Caio». A Roberto Cosimi sta con Piccini, fino alla sentenza, attesa per martedì: «Fino ad allora io ho due problemi: dare dignità a una decisione del consiglio comunale per la riconferma di Piccini, che è andata oltre la maggioranza. E far sì che, a quest'ultimo, non venga detto "grazie e arrivederci". Roberto, lo dico con affetto, non ha costruito con il bilancino la sua riconferma, è andato avanti su cose in cui credeva. E ha avuto il coraggio di fare il piano regolatore».

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