Italia
«Non vogliamo un non livornese»
Cristiano Meoni
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Federico Barbera presidente di Assimprese Le associazioni del porto fanno pressing su Rossi: «Gallanti non conosce i problemi»
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LIVORNO. L'arrivo di un genovese spaventa il fronte del porto. Che manifesta «sorpresa e preoccupazione» per «la prospettiva ormai inevitabile di commissariamento» ma ancor più, come pare, «per l'ipotesi di nomina di una persona del tutto avulsa dal contesto locale che, se fosse effettivamente incaricata del ruolo, avrebbe bisogno di mesi solo per analizzare e comprendere i problemi». Le cinque associazioni degli imprenditori portuali - Asamar, Assimprese, Assoterminal, Confindustria e Spedimar - hanno scritto una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi per dire no a Giuliano Gallanti presidente dell'Autorità Portuale. Preferirebbero un commissariamento di pochi mesi piuttosto che una presidenza di 4 anni che giudicano dannosa per il porto e per i loro interessi. Ieri mattina i rappresentanti delle cinque associazioni (Silvio Fremura, Enio Lorenzini, Federico Barbera, Umberto Paoletti, Roberto Alberti) si sono riuniti per mettere a punto la strategia. Divisi su Piccini, sono però compatti nel rifiutare l'ipotesi di un genovese a Palazzo Rosciano. Ma, nella lettera che hanno inviato a Rossi, puntano il dito anche contro la politica e le istituzioni. «Rispetto alla scadenza del mandato, nota da quattro anni, il tempo perso alla ricerca di meri equilibri politici rischia di aggravare lo stato di difficoltà del nostro scalo» scrivono. «Avevamo auspicato che il rinnovo non comportasse rallentamenti nè interruzioni di lavoro, sta invece accadendo l'esatto contrario». Si sentono ingiustamente snobbati, gli imprenditori del porto, che sottolineano «la totale mancanza di volontà delle istituzioni di intrattenere rapporti con le categorie economice» di cui è un segno «il tentativo di isolamento e marginalizzazione della Camera di Commercio». Da qui la decisione di «istituire un coordinamento degli imprenditori marittimi», che chiede da subito un incontro al presidente della Regione Rossi. A cui le associazioni ribadiscono «la più netta contrarietà verso scelte maturate soltanto all'interno della politica in assenza della legittima consultazione delle categorie». Insomma, gli imprenditori chiedono a Rossi di silurare l'ipotesi Gallanti. Ma, nella riunione di ieri mattina, non sono emerse alternative. Smentito il sostegno a candidature di Angelo Mancusi e Beppe Batini - ipotesi, quest'ultima, che ieri sera aveva ripreso vigore. Una guerra all'ultimo tuffo. Perchè la sentenza del Tar sul ricorso di Piccini è slittata a martedì, il giorno in cui scade improrogabilmente la presidenza Piccini. Pochi credono che il ministro nomini commissario Gallanti - per poi trasformarlo presidente seguendo la procedura - senza conoscere il verdetto del Tar. Più probabile una scelta di prassi: nominare commissario il comandante della capitaneria, in attesa della sentenza e degli scenari che schiuderà.
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