Il Tirreno

Livorno

Due ore per prelevare 50 euro

L.L.
Lizio insieme ai carabinieri alla banca in via dell’Ardenza
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Lizio insieme ai carabinieri alla banca in via dell’Ardenza

L'odissea di un disabile per comprare le medicine

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 LIVORNO. Tutto per 50 euro. Un'odissea durata mezza mattinata. Protagonista Pietro Lizio, disabile con gravi problemi di salute dovuti a un incidente sul lavoro avvenuto nel 1994. Ogni giorno deve prendere delle medicine particolari che acquista nella farmacia dell'ospedale. Sono medicinali che devono essere pagati in contanti: 42 euro. «Ho lesioni al midollo e se non li prendo sto male», dice.  Per questo Lizio ieri mattina va nella filiale di via dell'Ardenza della sua banca, Unicredit Banco di Roma, per ritirare 50 euro. Solo che lo sportello bancomat è ko a causa di un guasto di linea. Quindi è impossiile ritirare contanti con la tessera. La linea è interrotta su tutti i terminali per un guasto temporaneo. Lo spiega anche un cartello che i dipendenti dell'istituto di credito hanno apposto sulla vetrata della sede. Lizio non riesce ad avere i suoi soldi e la cosa lo manda nel panico. «Come faccio a prendere le mie medicine?». L'uomo è appesantito, si muove con grande fatica tanto che per deambulare ha bisogno di una stampella.  Ha anche problemi alle mani e non riesce ad afferrare bene gli oggetti. La situazione è difficile: tutto il trambusto e l'impossibilità di avere a disposizione i contanti per le medicine gettano l'uomo in uno stato di forte agitazione. Lizio è preoccupato, ma non si dà per vinto. Entra in banca e chiede ai dipendenti di poter avere i soldi, firmando un cedolino per la restituzione, non appena la linea sarà di nuovo attiva. Ma il personale di Unicredit gli spiega che una soluzione del genere non è possibile. «Dobbiamo per forza aspettare che tutto torni a funzionare», dicono dalla banca.  Il disabile è esasperato e così chiede aiuto al Tirreno e ai carabinieri. In breve sul posto arrivano due gazzelle. I militari ascoltano le sue lamentele e poi cercano di spiegargli che le banche sono istituti privati e devono rispettare delle regole. Ma il disabile ha le sue ragioni: «Non posso camminare, riesco a stare in piedi e sono obbligato a comprare quelle medicine - dice in lacrime, alterato per la disavventura - Mi costringono a fare pellegrinaggi per comprare tutto ciò che mi serve, in parte al distretto di via del mare e in parte in viale Alfieri. Alcuni dei medicinali l'ho appena acquistati pagando con la carta, ma la farmacia dell'ospedale non accetta il bancomat. Cosa devo fare? Datemi 50 euro, non chiedo un maxiprestito...». Dopo un lungo ed estenuante tira e molla, il fato ci mette lo zampino e risolve il problema. Torna la linea e Lizio può prelevare i soldi.

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