Italia
Molestie sessuali alla figlia della convivente: 6 anni e mezzo
Il pm, Gianfranco Petralia, aveva chiesto per l'imputato otto anni di carcere. Secondo quanto ricostruito da procura e polizia il trentaseienne, tra le altre cose, avrebbe obbligato la ragazza a farsi toccare
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LIVORNO. Molestie sessuali nei confronti della figlia diciassettenne della convivente, che avrebbe anche sottoposto a una sorta di visita ginecologica, maltrattamenti in famiglia e lesioni: queste le accuse che hanno portato alla condanna di un uomo di 36 anni, residente in provincia di Livorno. Sei anni e mezzo la pena inflitta dal tribunale livornese.
Il pm, Gianfranco Petralia, aveva chiesto per l'imputato otto anni di carcere. Secondo quanto ricostruito da procura e polizia il trentaseienne, tra le altre cose, avrebbe obbligato la ragazza a farsi toccare con la scusa di essere geloso dei suoi fidanzatini e che così avrebbe verificato se fosse ancora vergine. Sulla base di referti dell'ospedale l'uomo è stato poi accusato anche di maltrattamenti e lesioni nei confronti della convivente - che però avrebbe parlato di cadute dalle scale - e degli altri due figli avuti da lei.
Il processo ha vissuto un ultimo colpo di scena alcune settimane fa quando la ragazza (dopo aver confermato le accuse in un incidente probatorio) è stata citata come teste della difesa e in aula ha ritrattato le accuse. Ora è indagata per falsa testimonianza.
Il pm, Gianfranco Petralia, aveva chiesto per l'imputato otto anni di carcere. Secondo quanto ricostruito da procura e polizia il trentaseienne, tra le altre cose, avrebbe obbligato la ragazza a farsi toccare con la scusa di essere geloso dei suoi fidanzatini e che così avrebbe verificato se fosse ancora vergine. Sulla base di referti dell'ospedale l'uomo è stato poi accusato anche di maltrattamenti e lesioni nei confronti della convivente - che però avrebbe parlato di cadute dalle scale - e degli altri due figli avuti da lei.
Il processo ha vissuto un ultimo colpo di scena alcune settimane fa quando la ragazza (dopo aver confermato le accuse in un incidente probatorio) è stata citata come teste della difesa e in aula ha ritrattato le accuse. Ora è indagata per falsa testimonianza.
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