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Stop all'espansione abitativa
Alessandro Guarducci
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Tra le proposte del nuovo piano strutturale c’è lo stop all’espansione abitativa di LivornoAl di là della Variante ci sarà posto solo per l'industria
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LIVORNO. Alessandro Cosimi, parlando dei nuovi strumenti urbanistici, aveva sempre ipotizzato «un Prg a volumi zero». Che tradotto in pratica significava: non ci sarà nessuna altra fetta di territorio trasformata nell'ennesima pioggia di palazzi e appartamenti. Ora però il sindaco l'ha messo anche per scritto e quindi - pur trattandosi ancora di una proposta - non sembrano esserci più dubbi al riguardo. A pagina 17 del documento («L'idea di città e le politiche di intervento») si legge che «il nuovo impulso al rinnovamento dell'identità deve essere caratterizzato non da una espansione urbana della città, ma dalla continuità di una politica di recupero del territorio e dei luoghi». Questa elemento di controtendenza rispetto a quanto è stato sviluppato con l'attuale Prg, appare ancora più chiaro a pagina 25 dove si afferma che «sulla base dell'andamento demografico, nel nuovo strumento della pianificazione territoriale non si prevede un'ulteriore espansione residenziale in aree non urbanizzate o facenti parte dei sistemi ambientali e/o agricoli». Insomma, al di là della Variante Aurelia non si potranno costruire abitazioni mentre ci sarà posto per gli insediamenti produttivi. «Gli strumenti di programmazione urbanistica - sostiene al riguardo il sindaco - hanno la funzione di sviluppare un ulteriore concetto di accoglienza: quello che si riferisce alla capacità di un territorio di attrarre risorse private per la realizzazione di obiettivi che attengono all'interesse pubblico». Quindi sì alle nuove industrie e stop all'espansione abitativa. Ma come la mettiamo con il fabbisogno di case espresso soprattutto da famiglie con difficoltà sociali? La proposta che emerge dal documento - e che pertanto dovrà essere discussa e approvata nell'iter che coinvolgerà la giunta, il consiglio, le forze politiche, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria - è quella di utilizzare per nuove costruzioni e per recupero gli spazi disponibili nelle aree già urbanizzate, e tra queste anche gli edifici industriali non più compatibili con la loro destinazione originaria. Questi interventi dovranno riguardare «il settore dell'edilizia residenziale sociale e quello degli immobili a canoni sociali e concordati». Ci sono però delle eccezioni al blocco dell'espansione edilizia: per quanto riguarda la "Conca" di Montenero, rimarranno infatti in piedi le previsioni del Prg attuale. Così come andranno avanti i programmi già avviati, con la Variante anticipatrice, per il recupero dei quartieri di Fiorentina e di Coteto. Tra le proposte che sono avanzate in questo documento, spicca «l'obiettivo di riportare i cittadini a vivere in centro, senza che questo possa essere visto esclusivamente come polo erogatore di servizi». Di qui la necessità, da parte dell'amministrazionee (in particolare dell'assessore Bettini), di individuare soluzioni per decongestionare il traffico, potenziare il servizio pubblico e aumentare i parcheggi. In zona Romito si conta sempre sulla realizzazione del Lotto Zero (il tunnel fino a Chioma) per poter trasformare l'attuale Aurelia in eco-strada turistica. Sotto i riflettori del lavoro istruttorio, c'è anche la sistemazione dei nuovi orti urbani nella fascia pedecollinare in nome delle attività amatoriali-agricole. Ma nel documento si ipotizza un riassetto dalla Fortezza Vecchia alla Stazione San Marco. Infine il documento fa cenno anche alla localizzazione del nuovo ospedale e sottolinea «che la revisione del piano strutturale non può prescindere da ridefinire gli spazi e le funzionalità dell'area in cui si colloca l'attuale vecchio ospedale». Un po' poco: speriamo che il dibattito in giunta e soprattutto in consiglio permetta di fare più chiarezza.
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