Italia
Cento precari della scuola presentano ricorso per ottenere il posto fisso
Anna Cecchini
Vertenza sindacale Unicobas, Galatolo: c'è una sentenza del Tribunale di Siena che prevede l'immissione in ruolo
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LIVORNO. Oltre cento precari della scuola, tra docenti e personale Ata, hanno già aderito al ricorso collettivo per l'assunzione a tempo indeterminato. Un esercito di lavoratori del settore scolastico che, se il ricorso contro il ministero dell'Istruzione dovesse andare in porto, si vedranno riconosciuta l'immissione in ruolo e il pagamento degli stipendi a partire dal giorno in cui sarebbero dovuti essere assunti. In pratica lo Stato dovrebbe corrispondere centinaia di migliaia di euro ai precari della scuola che per anni hanno prestato servizio negli istituti scolastici di Livorno e provincia e - questo l'obbiettivo principale dei ricorrenti - otterrebbero l'assunzione a tempo indeterminato. A promuovere la maxi-vertenza dei precari livornesi è il sindacato Unicobas, che di appella a una recente sentenza del Tribunale di Siena che «sancisce il divieto di utilizzo continuativo del contratto a termine come strumento di precarizzazione del mercato del lavoro», come spiega Claudio Galatolo, segretario regionale Unicobas. «Possono presentare ricorso - prosegue Galatolo - i docenti che abbiano almeno 36 mesi di servizio pieno, anche non continuativo, e che siano in possesso dell'abilitazione all'insegnamento. Per il personale Ata, basta che il lavoratore abbia 36 mesi di servizio e il titolo di studio previsto per quella determinata attività lavorativa». Fatti due conti, tra città a provincia centinaia di insegnanti - maestri della materna e delle elementari e prof di scuole medie e superiori - potrebbero rientrare nella rosa dei riccoorenti. «In tutta la provincia - dice Galatolo - i precari dela scuola sono oltre un migliaio. È vero che non tutti hanno i requisiti per partecipare alla vertenza, ma di certo alcune centinaia di insegnanti possiede questi diritti». Nei giorni scorsi alla sede provinciale Unicobas è arrivata una pioggia di richieste di ricorso, che il sindacato sta provvedendo a organizzare in vista della presentazione collettiva. «Già oltre cento precari - dice il segretario Unicobas - più della metà dei quali per Livorno città, ci hanno dato delega per presentare il ricorso a loro nome. Ma le richieste di informazione e i contatti sono almeno il doppio». Ciò significa che a nei prossimi giorni decine e decine di docenti e collaboratori scolastici, che negli anni passati hanno prestato servizio negli istituti di ogni ordine e grado, faranno richiesta al ministero di essere inseriti in ruolo e di vedersi riconosciuti i pagamenti arretrati, a partire dall'ultimo periodo di assunzione. «I ricorrenti sono già molti - conclude Galatolo -, ma ci aspettiamo che aumentino in pochi giorni, l'importante è che i precari che sono interessati a fare ricorso e che hanno i requisiti per farlo, si presentino non oltre il 14 di gennaio alla nostra sede di via Pieroni a Livorno, per espletare l'impugnativa aderire al ricorso». A quel punto Unicobas, che l'anno scorso ha già vinto la battaglia del ricorso per la ricostruzione di carriera scolastica facendo ottenere un rimborso da migliaia di euro a una docente cella città, provvederà a inviare l'impugnativa al ministero e, entro il prossimo settembre, a presentare il ricorso ufficiale.
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