Il Tirreno

Livorno

Sempre più poveri

Mauro Zucchelli
Un mendicante chiede l’elemosina per strada
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Un mendicante chiede l’elemosina per strada

Caritas: non si vede la fine del tunnel

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 LIVORNO. «Sono sparite anche quelle "briciole" di lavoro che fino a qualche anno fa permettevano ai povericristi di sbarcare il lunario: magari con fatica ma facendocela». Enrico Sassano, direttore della Caritas diocesana, ne conosce tanti per nome e cognome, guai e speranze: «E' l'effetto di questa crisi shock: chi perde il lavoro - aggiunge - non ce la fa a trovarne un altro nemmeno se si accontenta di un lavoricchio mal pagato e precarissimo. Figuriamoci chi non ce l'ha».  E' il gorgo dell'impoverimento: «Ha qualche chance in più di salvarsi solo chi può contare su una rete familiare: aiuti che arrivano dalla mamma anziana o dal vecchio zio. Non è un caso che, non avendo la possibilità di avere questo salvagente in extremis, gli immigrati se la passino peggio degli altri. Ma non crediate che la miseria sia un orizzonte solo per extracomunitari: quante famiglie livornesi sono precipitate giù e hanno davanti la prospettiva di una esistenza ai margini. A cominciare dalla casa: non posso dire di avere sotto mano i numeri di una statistica ma non avete idea di quanta gente dorme in macchina. Anche con le temperature polari di quest'inverno».  Il responsabile della Caritas vorrebbe mostrare almeno un barlume di ottimismo: «In realtà, non ci sono segnali perché si veda la fine del tunnel. Anzi, è difficile non essere preoccupatissimi per il 2001. Fino a qualche anno fa forse si poteva dire che chi voleva il lavoro lo trovava, adesso no: e il fondo non l'abbiamo ancora toccato».

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