È morto il Dottor Sport
Renzo Marmugi
◗
FERRETTI. In panchina con Burgnich e durante una partita di basketAddio a Gian Paolo Ferretti, una vita da medico fra calcio, basket e Palio
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Anche il cuore dei migliori si ferma. Quello del dottor Gian Paolo Ferretti ha smesso di battere ieri mattina nella sua casa di Montenero, dopo una malattia subdola, fulminante e una vita spesa al servizio degli altri, divisa fra il camice bianco e il mondo dello sport, le sue grandi passioni. Il 24 gennaio avrebbe compiuto 81 anni.
Ferretti si era laureato a Firenze nel 1955, specializzandosi poi in malattie dell'apparato respiratorio, tisiologia, cardio-reumatologia e medicina dello sport. Dal 1957 a metà anni Settanta pneumologo a Villa Corridi, quindi aiuto primario in ospedale fino al 1992, quando andò in pensione. Uscito dalle corsie ma sempre di corsa, come nel suo stile. Perché da giovane era stato anche centravanti nel Livorno calcio, in una squadra allenata dal mitico Mario Stolfi, dopo aver superato l'esame in una selezione guidata da Enrico Carpitelli. Un battesimo in maglia amaranto avvenuto nel 1949-'50, inizio di una storia infinita che l'avrebbe accompagnato per tutta la vita. Recordman di presenze, non in campo come Mauro Lessi ma col camice bianco, visto che dal 1970 al 1994 fu medico sociale del Livorno e dal 1959 al 1994 della Libertas. Calcio e basket, due amori intensi e intrecciati. Allo stadio andava in panchina nelle partite in casa, alternandosi col dottor Ricordati, poi passò il testimone al suo successore, Manlio Porcellini. Nel nome del basket invece saliva anche sul pullman e in aereo, lo seguiva ovunque. In trasferta e nelle battaglie in via Allende. Dal 1956, dopo aver raggiunto la specializzazione di medico sportivo, cominciò a prestare la sua opera anche negli stanzoni sopra la porta centrale dello stadio, organizzati poi dal 1982 in un vero e proprio Centro di medicina dello sport, del quale naturalmente era stato tra i fondatori, presidente e dove ha lavorato fino a un mese fa. Consigliere provinciale del Coni per otto anni, consigliere nazionale della Federazione medici sportivi (1999-2001), innamorato della professione, iperattivo. Disposto a seguire durante la sua attività anche pugili olimpici come Nenci e Sitri, gli schermidori del Fides e pure il Palio Marinaro, dottore del Venezia del famoso trittico. A febbraio dell'anno scorso accusò una fibrillazione al cuore. Era nel suo ambulatorio allo stadio e invece di andare al pronto soccorso si mise l'Holter da solo per monitorare la situazione. L'attacco passò spontaneamente. Fece degli esami, ma non emerse niente. A ottobre fu tra i relatori alla conferenza "lo sport fa davvero bene alla salute?".
Energico, vitale, disposto a donare perle di saggezza, mai retorico. Poi i primi segnali di debolezza, nausea, altri controlli a fine novembre sollecitati dal figlio Alessandro - medico ospedaliero nel reparto di medicina d'urgenza - e la scoperta del male. «Il 6 dicembre è andato per l'ultima volta al Centro medico dello stadio, sapendo che non ci sarebbe più tornato», dice con le lacrime agli occhi il fratello Giuliano, informatore medico e arbitro di tennis. Altri due fratelli intanto erano già scomparsi: Gianfranco, primario del laboratorio di analisi all'ospedale, il 4 gennaio 2001, Mario, informatore medico e giornalista, il 24 gennaio 2003, proprio nel giorno del compleanno di Gian Paolo. Destini crudeli e incrociati. «La sorte purtroppo si è accanita contro di noi - ricordava spesso il dottor Ferretti - ma sono orgoglioso dell'amore che ci ha sempre uniti, tutti quanti». Altre tragedie familiari, infatti, avevano colpito la "Ferretti dynasty" in passato, ma ogni volta che uno se n'andava i congiunti aumentavano la dose dell'affetto e stringevano i denti, aiutandosi ancora di più. Proprio come in una squadra di calcio o di basket. Gian Paolo Ferretti lascia la moglie Giovanna Pinna e i figli Alessandro e Francesca, giurista d'impresa in un'azienda a Milano. Sapeva tutto, per questo ha voluto rimanere a casa, a spegnersi lucidamente tra le braccia dei suoi cari. Una grande lezione di dignità. I funerali si terranno domani alle 10,30 nella chiesa di San Simone, con una funzione celebrata da don Carlo. La salma verrà quindi tumulata al cimitero della Purificazione.
Ferretti si era laureato a Firenze nel 1955, specializzandosi poi in malattie dell'apparato respiratorio, tisiologia, cardio-reumatologia e medicina dello sport. Dal 1957 a metà anni Settanta pneumologo a Villa Corridi, quindi aiuto primario in ospedale fino al 1992, quando andò in pensione. Uscito dalle corsie ma sempre di corsa, come nel suo stile. Perché da giovane era stato anche centravanti nel Livorno calcio, in una squadra allenata dal mitico Mario Stolfi, dopo aver superato l'esame in una selezione guidata da Enrico Carpitelli. Un battesimo in maglia amaranto avvenuto nel 1949-'50, inizio di una storia infinita che l'avrebbe accompagnato per tutta la vita. Recordman di presenze, non in campo come Mauro Lessi ma col camice bianco, visto che dal 1970 al 1994 fu medico sociale del Livorno e dal 1959 al 1994 della Libertas. Calcio e basket, due amori intensi e intrecciati. Allo stadio andava in panchina nelle partite in casa, alternandosi col dottor Ricordati, poi passò il testimone al suo successore, Manlio Porcellini. Nel nome del basket invece saliva anche sul pullman e in aereo, lo seguiva ovunque. In trasferta e nelle battaglie in via Allende. Dal 1956, dopo aver raggiunto la specializzazione di medico sportivo, cominciò a prestare la sua opera anche negli stanzoni sopra la porta centrale dello stadio, organizzati poi dal 1982 in un vero e proprio Centro di medicina dello sport, del quale naturalmente era stato tra i fondatori, presidente e dove ha lavorato fino a un mese fa. Consigliere provinciale del Coni per otto anni, consigliere nazionale della Federazione medici sportivi (1999-2001), innamorato della professione, iperattivo. Disposto a seguire durante la sua attività anche pugili olimpici come Nenci e Sitri, gli schermidori del Fides e pure il Palio Marinaro, dottore del Venezia del famoso trittico. A febbraio dell'anno scorso accusò una fibrillazione al cuore. Era nel suo ambulatorio allo stadio e invece di andare al pronto soccorso si mise l'Holter da solo per monitorare la situazione. L'attacco passò spontaneamente. Fece degli esami, ma non emerse niente. A ottobre fu tra i relatori alla conferenza "lo sport fa davvero bene alla salute?".
Energico, vitale, disposto a donare perle di saggezza, mai retorico. Poi i primi segnali di debolezza, nausea, altri controlli a fine novembre sollecitati dal figlio Alessandro - medico ospedaliero nel reparto di medicina d'urgenza - e la scoperta del male. «Il 6 dicembre è andato per l'ultima volta al Centro medico dello stadio, sapendo che non ci sarebbe più tornato», dice con le lacrime agli occhi il fratello Giuliano, informatore medico e arbitro di tennis. Altri due fratelli intanto erano già scomparsi: Gianfranco, primario del laboratorio di analisi all'ospedale, il 4 gennaio 2001, Mario, informatore medico e giornalista, il 24 gennaio 2003, proprio nel giorno del compleanno di Gian Paolo. Destini crudeli e incrociati. «La sorte purtroppo si è accanita contro di noi - ricordava spesso il dottor Ferretti - ma sono orgoglioso dell'amore che ci ha sempre uniti, tutti quanti». Altre tragedie familiari, infatti, avevano colpito la "Ferretti dynasty" in passato, ma ogni volta che uno se n'andava i congiunti aumentavano la dose dell'affetto e stringevano i denti, aiutandosi ancora di più. Proprio come in una squadra di calcio o di basket. Gian Paolo Ferretti lascia la moglie Giovanna Pinna e i figli Alessandro e Francesca, giurista d'impresa in un'azienda a Milano. Sapeva tutto, per questo ha voluto rimanere a casa, a spegnersi lucidamente tra le braccia dei suoi cari. Una grande lezione di dignità. I funerali si terranno domani alle 10,30 nella chiesa di San Simone, con una funzione celebrata da don Carlo. La salma verrà quindi tumulata al cimitero della Purificazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
