Presidio nel ristorante chiuso
Luca Dal Canto
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Le lavoratrici di Sarni ieri mattina nel ristorante vuotoGli ex-dipendenti Sarni non si arrendono: oggi incontro
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LIVORNO. Fa un certo effetto vedere il centro commerciale pieno e il ristorante deserto. Il ristorante è il Sarni, conosciuto anche come Fini Fastfood, chiuso dalla fine dell'anno. Ieri i 23 ex dipendenti hanno presidiato il locale per sensibilizzare la clientela del centro commerciale Fonti del Corallo. Ventidue donne e un uomo: sono loro i primi disoccupati livornesi di questo 2011. Il loro rapporto lavorativo è cessato il 31 dicembre; fino a quel giorno, nonostante lo stato di agitazione, camerieri e cuochi hanno svolto regolare servizio, garantendo la piena funzionalità del punto di ristoro. Sono molti i misteri che aleggiano intorno alla chiusura del locale. A cominciare dal reale motivo di cessazione dell'attività. «La lettera di licenziamento collettiva - spiega una delle lavoratrici - ci è arrivata il 4 novembre senza alcuna spiegazione. Soltanto più tardi il legale dell'azienda ci ha detto che il nostro punto ristoro era soltanto una rimessa. Questo ci suona un po' strano, visto che ad agosto ci era stato dato un premio produzione e qualche mese fa, ad un corso di aggiornamento organizzato proprio dall'azienda, ci avevano elogiato per gli incassi, tra i più alti in Italia». L'ex ristorante, di proprietà di Fini Fast Food e gestito dal Gruppo Sarni dal 2009, faceva infatti oltre 250 coperti al giorno, cifra che nei festivi arrivava spesso ad oltre 500. Un vero e proprio successo testimoniato anche, ci spiegano gli ex dipendenti, dagli ottimi giudizi della clientela. Altro paradosso della vicenda è il presunto ripensamento dell'azienda. «Intorno alla metà di dicembre, dopo la disdetta della locazione dei locali da parte di Fini Fast Four - intervengono Monica Cavallini (Cgil Filcams) e Antonio Maglione (Fisascat Cisl) - l'immobiliare proprietaria della galleria commerciale ha cominciato a trattare con altre catene di ristorazione, tentando la riassunzione di tutto lo staff dei dipendenti licenziati. E' a questo punto che Fini Fast Four sembra avere improvvisamente revocato la disdetta della locazione, come se volesse rimanere presente nel centro commercial senza però, a quanto pare, la continuazione dei 23 rapporti lavorativi». Inoltre, nonostante l'intervento dei sindacati, per i 23 ex dipendenti l'azienda non ha voluto neanche richiedere la cassa integrazione in deroga, l'unico ammortizzatore sociale previsto dal contratto del turismo. «Il centro commerciale necessita di un ristorante e noi - interviene un'altra lavoratrice - non ci sposteremo finchè non sapremo cosa sarà del nostro futuro». Oggi, a Bologna, è previsto un incontro tra l'azienda e l'immobiliare del centro commerciale.
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