Il Tirreno

Livorno

Dirigente comunale patteggia 6 mesi

Giuseppe Di Pietrantonio
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Giuseppe Di Pietrantonio

L'architetto Di Pietrantonio era accusato di falso. «Ma fu un errore formale»

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 LIVORNO. Ha patteggiato la pena di sei mesi - con i benefici di legge - l'architetto Giuseppe Di Pietrantonio, il dirigente dell'ufficio edilizia del Comune di Livorno rimasto coinvolto nella vicenda della presunta corruzione in municipio per gli appalti dell'illuminazione pubblica. Di Pietrantonio era accusato di falso in atto pubblico, per l'alterazione di un documento che riguardava il pagamento di alcune spettanze dell'ingegner Paolo Domenici, ex dirigente dell'ufficio edilizia pubblica del comune, uno dei principali accusati della vicenda giudiziaria.  Col patteggiamento di Di Pietrantonio è stata definita una delle posizioni marginali della vicenda che, secondo le accuse avrebbe visto un giro di corruzione per la fornitura dei pali per l'illuminazione pubblica cittadina ma anche una turbativa d'asta riguardo alla gara per la costruzione del nuovo deposito Atl di via di Levante.  Il patteggiamento è avvenuto nei giorni scorsi davanti al gip Antonio Pirato, durante l'udienza preliminare per una tranche del processo, quello che riguarda tutti gli indagati tranne Domenici, per il quale invece è stato chiesto il giudizio immediato davanti al collegio il prossimo 2 febbraio. Per quanto riguarda gli altri indagati invece non è stata ancora definita la loro posizione: l'udienza preliminare è stata infatti rimandata al prossimo 11 gennaio, dato che c'erano stati alcuni difetti di notifica a due ditte coinvolte nella vicenda giudiziaria che hanno costretto ad aggiornare la causa.  Tornando al caso che riguarda Di Pietrantonio, come ha spiegato il suo legale, l'avvocato Paolo Bassano, si è preferito uscire subito dalla vicenda visto e considerata anche la tenuità delle contestazioni al dirigente comunale. «La posizione del mio assistito era decisamente marginale in questa vicenda, e praticamente si trattava di una correzione ad un documento dopo che ci si era accorti di un errore nella sua redazione - ha spiegato Bassano - un errore fra l'altro compiuto in assoluta buona fede: si pensava di poterlo ancora correggere, invece il documento era già stato protocollato in precedenza e quindi non poteva essere rimaneggiato: avrebbe dovuto essere annullato e riscritto di sana pianta».  Quindi, secondo quanto ha spiegato il legale, l'architetto Di Pietrantonio è inciampato in un problema di natura soprattutto formale rispetto ad un atto dell'amministrazione pubblica. Per questo si è optato per il patteggiamento di sei mesi con i benefici di legge in accordo con il pm Massimo Mannucci.  Attualmente l'architetto Di Pietrantonio è in ferie e, per quanto riguarda la sua posizione lavorativa, il Comune attende la notifica del tribunale per valutare eventuali sanzioni disciplinari in merito. Sempre da parte del Comune si è saputo che per il momento non si è costituito parte civile nei confronti di Domenici e i titolari delle ditte fornitrici dei lampioni perché fino ad ora non sarebbe emerso un danno economico nei confronti del municipio. R.C.

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