Il presidio
Cannito accusa: «La città cade a pezzi»
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Marco Cannito, leader di Città Diversa Città Diversa se la prende con una giunta «autoreferenziale e immobile»
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LIVORNO. «Il declino deel gruppo dirigente e politico labronico è lampante, così come purtroppo quello della città, ingabbiata da un'amministrazione autoreferenziale ed immobile. Una città che cade a pezzi, fisicamente (vedi strade e decoro urbano) e psicologicamente». Sono queste le accuse che Marco Cannito (Città Diversa) rivolge alla giunta comunale, analizzando con un bilancio 2010 tutt'altro che positivo. «Esattamente il contrario di quanto il sindaco Cosimi ha sbandierato alla conferenza di fine anno», continua. «In questa città vengono fatte operazioni che non fanno altro che arricchire pochi individui. Non si da spazio ai cittadini e ogni volta che c'è un conflitto si passa subito ai ricorsi, senza tentare mediazioni e condivisione di idee; il caso Port Authority è l'esempio che rischia di portare alla rovina il porto, importante volano economico della città». Ma Cannito punta il dito anche contro la crisi occupazionale e la precarizzazione del lavoro. «La situazione è grave. Le speranze ci sarebbero, ma vanno riempite di contenuti, cosa che ai nostri amministratori non riesce; invece di sperare negli ammortizzatori sociali e aspettare impotenti la chiusura di fabbriche e industrie, bisognerebbe passare ai cosiddetti piani b, c e d». Ovvero? «Puntare sulla riconversione della produzione, sulla formazione dei lavoratori e sulla riqualificazione dell'area portuale». Ma anche qui Cannito denuncia l'immobilità del Comune. «Gli strumenti urbanistici sono fermi da decenni. Ogni anno si annunciano nuovi piani regolatori, ma poi tutto cade nel limbo. Accade per il porto, ma anche per il Nuovo Centro, Porta a Mare e le altre opere pubbliche che vedono la collaborazione con privati. Il silenzio amministrativo cade ogni volta su qualsiasi promessa che viene fatta, ma quasi mai mantenuta». Cannito, promettendo per il 2011 l'impegno in consiglio comunale e nelle circoscrizioni 2 e 4 con un'opposizione propositiva, conclude citando il rapporto Irpet su Livorno e l'economia del mare. «In quella ricerca si individuano come punti di debolezza la carenza di aree industriali e gli alti costi ambientali. In più si dice che per ottenere risvolti occupazionali bisogna puntare su green economy e turismo: tutti argomenti su cui noi lottiamo, inascoltati, da tempo».
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