COSA ACCADRÀ
Sette giorni di fuoco
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Basterebbe spulciarsi le cronache di quindici anni di nomine alla guida di ciascuna delle Autorità portuali per capire che la procedura, alla quale tutti si appigliano, è stata spesso ridotta a trippa per gatti. A cominciare dal fatto che il punto fermo numero uno - il presidente deve avere specifici requisiti di competenza - è stato talvolta dribblato: basti pensare che per un periodo l'Authority di Olbia è stata guidata da un imprenditore agricolo e amministratore di una impresa di vigilantes; quella di Palermo da un ingenere che aveva insegnato lavori stradali all'ateneo palermitano; quella di Catania è stata presieduta da un rappresentante di farmaci, poi assessore comunale al traffico; quella di Messina da un presidente dell'Istituto case popolari che prima aveva fatto il concessionario di auto Mercedes. Proviamo però a immaginare quel che avverrà sulla base delle tre date-chiave di gennaio, ben sapendo che la fantasia di Giove è fervida: e quella dei politici lo è ancor di più (la forzatura compiuta dal ministro Lunardi il 2 luglio 2004 con il commissariamento Lenzi è rimasta in piedi per 25 mesi fino alla sentenza della Corte costituzionale che l'ha annullata). 6 gennaio: la scadenza (cancellata) per la terna bis. Il ministro ha respinto al mittente il 7 dicembre la terna di candidati al vertice della Port Authority che le istituzioni locali avevano indicato. Un mese di tempo per rifare la terna daccapo. Ma il decreto del Tar ordina di «non dare ulteriore corso al procedimento» fino alla riunione del 12. 12 gennaio: la decisione del Tar. E' in agenda la riunione collegiale della camera di consiglio sulla sospensiva. Non è escluso però che in tale sede i giudici, se ritenessero di non aver bisogno di ulteriori approfondimenti, possano arrivare alla sentenza di merito. 18 gennaio: l'ultimo giorno di Piccini. Scade anche la "prorogatio" e non è ulteriormente allungabile. Ce la faranno tutte le parti in causa a trovare la quadratura del cerchio dopo aver tanto litigato? Difficile, ma nella storia delle Autorità portuali il commissariamento ha in genere tre strade: quello affidato al presidente uscente (Roberto Piccini), ma Matteoli lo esclude; quello che anticipa la nomina del subentrante, ma qui l'eventuale successore non c'è ancora; quello istituzionale, ad esempio con il comandante della Capitaneria (Ilarione Dell'Anna) così com'era accaduto nel dopo-Lenzi. Potrebbe esserci una quarta strada: e qui rimbalzano gli identikit di Angelo Roma, Raimondo Pollastrini o un supermanager. Il pallino lo ha in mano il Tar: a seconda di quel che dirà il 12 gennaio, si capirà se il ministro è indebolito oppure no.
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