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La sede Aamps cade a pezzi
Juna Goti
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La palestra della sede Aamps abbandonata al completo degrado In attesa del trasloco una parte è stata smantellata, protestano i residenti
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LIVORNO. L'annuncio lo aveva dato più di un anno fa l'allora presidente di Aamps, Filippo Di Rocca: «Concentreremo in un unico polo al Picchianti tutte le nostre attività». Tradotto: via libera alla vendita del vecchio quartier generale di via Bandi, dove oggi si trova la "testa" della partecipata. Nella mega area (valore 4,1 milioni di euro) delimitata da via Bandi, via Zola, via Guarducci e via Martini dovrebbe nascere un nuovo complesso residenziale: case e qualche servizio. Il bando è stato pubblicato a inizio estate, ma la prima asta pubblica (in programma il 6 settembre) è andata deserta. Insomma, fumata nera: per ora la sede dell'azienda resta in via Bandi, staccata dall'amministrazione e dall'ufficio Tia che si trovano già al Picchianti. Il punto, però, è un altro. Aspettando il trasloco, una parte del complesso di via Bandi è stata smantellata: giù la saracinesca del circolo ricreativo per i dipendenti (di fianco alla porta di ingresso), via il tetto della storica palestra. Proprio la palestra - che da anni si trova all'angolo tra via Bandi e via Zola - è oggi al centro di un duro botta e risposta tra Aamps e gli abitanti. I residenti della zona Garibaldi hanno infatti annunciato che presenteranno un esposto al Comune e agli enti preposti «se l'azienda non metterà mano al degrado in cui è caduta l'intera struttura». Vetrate rotte, locali abbandonati, porte semi sfondate tenute chiuse dai lucchetti aziendali per evitare che qualcuno enti in cerca di un riparo. Da quando il circolo ricreativo (che comprendeva anche un piccolo bar) ha cessato le proprie attività, la palestra - che prima veniva affittata reagolarmente a scuole di ballo e associazioni sportive - si è trasformata in un buco nero, un fantasma, in mezzo al quartiere. «Ogni volta che piove - lamentano i vicini - i locali si allagano: vediamo topi e piccioni morti galleggiare accanto ai vecchi specchi per la danza. L'azienda deve intervenire». Dalla sede di Aamps controbattono sottolineando che «la struttura viene monitorata costantemente e non ci sono pericoli per chi abita di fronte o passeggia sul marciapiede». Va però detto che proprio sopra alla ex palestra, nella palazzina storica di proprietà del Comune che ha l'ingresso in via Zola, vivono ancora in affitto tre famiglie. Come quella di Alda Lami (85 anni), per tutti nonna Alda. «Sono nata qui - racconta - qualche tempo fa ci hanno detto che dovremo traslocare, ma non sappiamo ancora quando. Speriamo che nel frattempo mettano un po' a posto la vecchia palestra: è una schifezza e noi viviamo proprio sopra».
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