Riecco il fantasma del "trenino" (con un regalo)
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Barriera Margherita, lex stazione del trenino Dalla divisione dei beni il Comune avrà Barriera Margherita e soldi
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LIVORNO. Riecco che salta fuori il fantasma del "trenino" per Tirrenia: è chiuso da mezzo secolo eppure non è ancora stata chiusa la ripartizione dell'"eredità" lasciata dal Consorzio Ferrotramviario istituito nel '26 fra gli enti locali di Livorno e Pisa per una «tramvia a vapore». Ce n'è voluto per sciogliere la società: è dal '60 che il "trenino" non esiste più ma il contenitore societario è stato poi trasformato nel pachiderma Acit (presto finito malamente), nel '94 è stato deciso lo scioglimento ma solo cinque anni più tardi le operazioni di liquidazione sono state ultimate davvero. Con una appendice, però: è rimasta in sospeso la suddivisione del patrimonio. Ma questa storia non è solo una parabola sulla lentezza della burocrazia. Anzi, alla fin fine potrebbe portare con sé qualche utilità. Anche se, detto per inciso, la striscia dei binari del "trenino" restano fuori dall'accordo e il destino sarà definito chissà quando. Cosa c'è adesso nel piatto per quanto riguarda Livorno? Le stazioni di Barriera Margherita e Barriera Garibaldi, gli ex magazzini di via Da Verrazzano (zona viale Nazario Sauro), un fabbricato in zona Ponte Navicelli. Siccome il valore dei beni da suddvidere è di cinque milioni e mezzo e a ciascun ente spetta circa 1,4 milioni, il Comune è interessato soprattutto a Barriera Margherita (e a un conguaglio di quasi 250mila euro, in contanti o in fabbricati). A questo si aggiunga che c'è da ripartire i 4,5 milioni versati dall'Eni in cambio di due terreni adiacenti alla raffineria: 2,5 vanno al Demanio, gli altri due se li dividono i quattri enti e al Comune andrà poco più di mezzo milione di euro. Se ne occuperà la riunione di domani della seconda commissione bilancio-patrimonio di Palazzo civico, guidata da Lorenzo Cosimi (Rifondazione-Pdci). «E' una soluzione positiva, - dice l'assessore al patrimonio Valter Nebbiai - ce l'abbiamo fatta grazie all'intelligente impegno del Demanio. Ci sono organi periferici dello Stato, come il Demanio ma anche il Genio Opere Marittime, con cui è possibile collaborare attivamente».
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