Italia
E il Pd fa quadrato sul presidente
Ma la maggioranza si spacca: l'Idv è per la seconda terna
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LIVORNO. Il Pd fa quadrato su Piccini. Senza accapigliarsi perchè consapevole che, comunque andrà, quasi sicuramente sarà il governatore toscano Rossi a decidere, dopo il 7 gennaio. Anche per questo, l'assemblea territoriale del partito - svoltasi giovedì sera nella sala Montecitorio del Palazzo del Portuale - ha convenuto sulla linea proposta dai segretari provinciale Di Rocca e comunale De Filicaia: una risposta forte da dare a Matteoli, anche attraverso un ricorso al Tar, iniziativa già decisa dal Comune e che potrebbe essere imitata dalla Provincia. Esclusa categoricamente la presentazione di una seconda terna, come chiesto dal ministro. Ieri mattina in consiglio comunale il sindaco e il capogruppo del Partito Democratico, Massimo Gulì, hanno confermato il «sostegno totale a Roberto Piccini» e la volontà di procedere al ricorso. Tutto il gruppo di Palazzo Civico sembra compatto anche se nel corso della discussione - sia sui banchi dell'opposizione che su quelli della maggioranza - prevale la linea del «tutto è meglio del commissariamento». Detto in altre parole: di fronte all'arrivo di un commissario alla guida del porto di Livorno, la scelta di insistere nel braccio di ferro con il ministro Matteoli potrebbe scricchiolare. A margine del consiglio comunale il capogruppo dell'Italia dei Valori ed esponente della maggioranza, Andrea Romano, è chiarissimo: «Le istituzioni non sembrano sostenere Piccini in modo compatto. La Regione è in silenzio (anche se va detto che il governatore Rossi ha ribadito più volte di non volersi pronunciare pubblicamente, per dovere istituzionale, prima dell'incontro decisivo con Matteoli, ndc), la Provincia tentenna, dice e non dice. Forse se non nominiamo subito un'altra terna il rischio è davvero di fare il gioco del ministro lasciandoci commissariare».
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