Il Tirreno

Livorno

Rigassificatore: Olt ribadisce la sicurezza dell'impianto

La nave gasiera “Golar Frost”
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La nave gasiera “Golar Frost”

Procedono i lavori per il collegamento con la rete nazionale e sulla nave gasiera modificata

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 LIVORNO. «Alla luce delle recenti osservazioni di alcuni parti politiche circa il livello di sicurezza dell'impianto offshore, Olt desidera confermare nuovamente che il rigassificatore di Livorno risponde ai più elevati standard di sicurezza».  E' quanto si legge in una nota della stessa Olt Offshore Lng Toscana dove si spiega anche «che i lavori infrastrutturali di collegamento con la rete di distribuzione nazionale sono in via di completamento. Inoltre, i lavori di conversione della nave gasiera Golar Frost, in corso presso i cantieri navali Dry Docks Word di Dubai, hanno compiuto un importante passo avanti nelle scorse settimane con l'installazione del modulo di rigassificazione».  Sul tema sicurezza, spiega Olt, la Commissione tecnica regionale (Crt) «è l'unico organismo collegiale preposto alla valutazione e approvazione del rapporto definitivo sulla Sicurezza che è stato elaborato e verrà approvato in accordo al decreto legislativo n.334 del 17 agosto 1999,'Seveso-Bis': recepimento della direttiva Eu 96/82/Ce.  «Olt - si prosegue - conferma la volontà di recepire tutte le osservazioni che il Ctr avanzerà, per garantire il massimo livello di sicurezza dell'impianto. Inoltre si ricorda che nel novembre 2003, Olt ha ricevuto l'approvazione del rapporto preliminare sulla sicurezza prima dell'avvio della costruzione del terminale, con una procedura non dissimile da quella in corso così come previsto dal citato decreto legislativo. Come è già stato specificato, molte delle richieste di chiarimento cui ci si riferisce in questi giorni sono già state valutate nell'analisi del rapporto preliminare di sicurezza nel 2003».  È da ricordare che la commissione internazionali di esperti aveva rivolto dodici raccomandazioni alla Regione, in vista dell'entrata in funzione del rigassificatore. In tema di valutazione dei rischi, era stato sottolineato che Olt non aveva preso in considerazione la minaccia di attacchi terroristici o il caso di collisione accidentale di una nave con il teminale. In più si evidenziava l'omissione di alcuni valori nelle tabelle sui risultati delle condizioni meteo. E altri dubbi riguardavano la vaporizzazione del gas e il pericolo di esplosioni, ma anche l'utilizzo dei bracci di carico del terminale e il sistema di ormeggio di nave a fianco nave. In più, nelle conclusioni, gli esperti giudicavano «non sufficienti le distanze di pericolo credibile, in quanto non prendono in considerazione il potenziale di rottura delle tubazioni con diametro maggiore di 100 mm, i guasti ai contenimenti di vario tipo, o del potenziale di danni strutturali dovuti a temperature criogeniche e alla possibilità di guasti a cascata». La commissione, peraltro, aveva anche apprezzato diversi elementi del piano di sicurezza di Olt. Per esempio aveva affermato «che non è probabile che eventi di ustione grave si estendano oltre le tre miglia», di conseguenza «le distanze di interdizione appaiono abbastanza adeguate».

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