Simone Del Vivo accusato di resistenza
Si scaglia contro barista e carabinieri: arrestato
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LIVORNO. Aggredisce il barista che non vuol dargli da bere e i carabinieri che cercano di calmarlo. Finisce in manette per resistenza a pubblico ufficiale Simone del Vivo, 41 anni. Una vita difficile, gran parte della quale trascorsa a Villa Pendola, scelta come rifugio, in assenza di una casa vera. Il caos s'è scatenato mercoledì mattina intorno alle 5 al bar Pelletti in via de Larderel. In base a quanto appreso, Del Vivo entra del locale e chiede da vere. Ma il titolare si rende conto che l'uomo non è in sé. Si comporta come se avesse già bevuto e fosse alterato dall'alcol. Quindi per prudenza il barista si rifiuta di servirgli altre bevande alcoliche. Solo che il 41enne reagisce male al diniego. E come accertato dai carabinieri, comincia ad agitarsi finché arriva ad aggredire il responsabile dell'esercizio pubblico. Inoltre, disturba anche gli altri clienti che si trovano nel locale. A quel punto il basrista chiama il 112 chiedendo l'intervento di una pattuglia. Poco dopo, arriva una gazzella del Nucleo operativo radiomobile. I carabinieri cercano di calmare l'uomo, che però è molto agitato e si scaglia anche contro di loro. A fatica, dopo vari tentativi, i militari riescono ad ammanettarlo. Del Vivo viene così arrestato per resistenza. Ieri mattina s'è svolto il processo, ma l'avvocato ha chiesto i termini a difesa per poter visionare meglio i verbali e definire la linea difensiva. Quindi per ora Del Vivo resta alle Sughere. Come accertato dai carabinieri, non è la prima volta che il livornese finisce in carcere. Nel passato era già stato arrestato dalla polizia per reati contro il patrimonio e denunciato dalla guardia di finanza per episodi legati al mondo della droga. Un'esistenza dura la sua, fatta di stenti. Senza una casa e senza un lavoro, in condizioni precarie sin da quando era un ragazzo.
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