Il Tirreno

Livorno

Il test sull’indice di soddisfazione dei cittadini mostra una provincia con il muso lungo

E' qui il record del mugugno

Mauro Zucchelli
E' qui il record del mugugno

Sorpresa: maglia nera in Toscana, giù fra le 15 peggiori d'Italia

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LIVORNO. C'è un mistero nelle pagelle sulla qualità della vita a firma "Sole 24 Ore": la graduatoria costruita su una sventagliata di parametri statistici (oggettivi?) dice che la nostra provincia resta nell'Olimpo dei primi 20 posti eppure, quando il metro di misura diventa il grado di soddisfazione o di felicità, ecco che precipitiamo in zona retrocessione. Parola di Ipr Marketing, che prova a misurare il cosiddetto "sentiment".  Eccoci fra le ultime 15 (su 110) in tutta Italia: hanno l'umore nero più di noi solo un po' di Sardegna (Nuoro e Campidano), una fetta di Sicilia (Caltanissetta, Palermo e Catania), e una striscia del Nord ricco che dal Piemonte di Novara e Vercelli, passa per l'area padana di Cremona, Piacenza e Modena, infine raggiunge il Nord Est di Verona.  E stavolta non abbiamo nemmeno l'alibi dell'andamento del resto della Toscana: al contrario, la nostra regione è in testa alla hit con Grosseto e ha altre tre città fra le prime 20 (ma Pisa è al 74º posto e Lucca al 67º).

Se in Maremma "sorride" il 21,6% degli intervistati, qui da noi siamo sotto l'8%. Quanto basta per buttarci giù al 96º posto e appiopparci la maglia nera in Toscana.  Non è la prima volta: nel 2005 eravamo fra le tre province in Italia che guardavano con più pessimismo agli ultimi due-tre anni. Ma di recente questo barometro dell'umore, per quanto un po' "spannometrico", ci aveva visto in tutt'altra zona della classifica: l'anno scorso gli ottimisti erano più dell'11% e questo ci collocava 35 gradini più in alto di adesso, in 61ª posizione (e due anni prima in 70ª). Con una sorpresa: nel 2008 i livornesi figuravano addirittura al 14º posto: che gran botta di ottimismo.  Prendiamolo con le pinze, però questo potrebbe essere l'indizio di un disagio. Magari difficile da far emergere, se è vero che i dati statistici relativi all'insieme della nostra provincia mostrano che, rispetto alle altre realtà, Livorno non mostra segnali preoccupanti sul fronte dei suicidi quanto piuttosto su quello dei tentativi di togliersi la vita: quasi un messaggio in bottiglia, destinatario il proprio mondo degli affetti. Senza contare che restiamo fra le dieci province dove più alta è la probabilità di veder finire in frantumi il proprio matrimonio con un divorzio o una separazione.

E il consumo di farmaci antidepressivi? Il Rapporto 2010 sui "Servizi di salute mentale in Toscana" dice che se ne divorano 3,9 milioni di confezioni su scala regionale, 400mila in più tre anni prima. Livorno è fra le province che me "mangiano" di più: 334.730 confezioni in appena dodici mesi, con 56,4 dosi al giorno ogni mille abitanti. Quasi il 7% in più rispetto al 2006. Con una particolarità: in nessun'altra provincia toscana è così alta (32%) la quota di quanti prendono non più di tre confezioni: segno, forse, che c'è una bassa cronicità ma anche una facilità a buttarli giù anche in situazioni non particolarmente gravi.

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