Il Tirreno

Livorno

Tirrenauto a rischio chiusura

La sede della concessionaria Tirrenauto al Picchianti: non è più nella rete Fiat
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La sede della concessionaria Tirrenauto al Picchianti: non è più nella rete Fiat

I soci: a fine mese cessiamo. Ma c'è una trattativa per venderla

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 LIVORNO. La concessionaria Tirrenauto rischia di chiudere a fine mese. La Fiat ha revocato il mandato - compreso quello della Lancia - spalancando un futuro di preoccupazione per i 40 dipendenti della sede del Picchianti e delle filiali di Rosignano e Cecina. Ieri pomeriggio i titolari dell'azienda (soci paritari sono Gazzarrini e Nelli) hanno incontrato i rappresentanti del sindacato per fare il punto della situazione. Ma c'è uno spiraglio per evitare cessazione dell'attività e licenziamenti: uno dei soci, Marco Gazzarrini, ha confermato ai sindacati che sono in corso contatti con un importante rivenditore di auto toscano per cedergli l'attività. In tal caso la concessionaria potrebbe sopravvivere, pur con organici ridotti (si parla di una decina di esuberi su quaranta). «Purtroppo si tratta solo di contatti, l'unica certezza per adesso è la volontà degli attuali proprietari di cessare l'attività a fine anno» conferma la rappresentante della Cgil, Monica Cavallini. Che, tuttavia, non dispera di trovare una soluzione all'ultimo tuffo. Un nuovo incontro con l'azienda è stato fissato per la prossima settimana.  La revoca del mandato da parte della casa automobilistica torinese è stata un fulmine a ciel sereno solo per i dipendenti. «Era prevedibile - commenta Gazzarrini - perchè quest'anno non abbiamo raggiunto i livelli di vendite previsti da Fiat e in questi casi si può anche revocare il mandato». Le vendite sono infatti crollate: «L'anno scorso abbiamo fatturato 55 milioni di euro, quest'anno non arriveremo neppure a 30». Colpa della crisi dell'industria automobilistica, che non accennerà a rientrare neppure l'anno prossimo. «Con queste prospettive, sia io che il socio Nelli abbiamo deciso di lasciare - dice Gazzarrini - Se si troverà un acquirente, tanto meglio, soprattutto per i lavoratori. Altrimenti l'attività verrà cessata».  La concessionaria è stata costituita nel 1980 e da allora ha rappresentato la Fiat a Livorno. Nel periodo d'oro è arrivata a vendere 2500 auto l'anno. Poi la crisi: «Siamo arrivati al punto che i ricavi non riescono più a coprire i costi» dice Gazzarrini. Ma anche le motivazioni dei titolari non sono più quelle di una volta.  C'è un'ultima possibilità a cui aggrapparsi, ma restano da superare ostacoli come il costo dell'affitto dei locali e gli eventuali esuberi del personale. E, quando si tratta di scegliere chi licenziare e chi no, non è mai semplice. C.M.

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