Il Tirreno

Livorno

«Una commissione d'inchiesta»

<b>Marcella Amadio</b>, capogruppo in consiglio comunale dell&#146;altro versante del Pdl
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Marcella Amadio, capogruppo in consiglio comunale dell’altro versante del Pdl

Amadio: ho taciuto per non ostacolare il lavoro della Procura Tamburini e Ciacchini: messaggio per chi attende un alloggio

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 LIVORNO. Il caso Lucarelli è seguito con grande attenzione dai gruppi consiliari di centrodestra.  Il consiglieri Bruno Tamburini e Massimo Ciacchini, per esempio, chiedono addirittura l'istituzione di una commissione d'inchiesta «per far piena luce su una problematica di così grande valenza sociale e nel contempo lanciare un messaggio di trasparenza e di correttezza nei confronti dei tanti cittadini che auspicano da anni la possibilità di avere una sistemazione decorosa».  I due eponenti del Pdl, a proposito delll'alloggio di Shangai che è stato sottoposto a sequestro, sottolineano che «sembra apparire del tutto evidente che per ovvi motivi tale famiglia non poteva usufruire di questi due appartamenti a canone di locazione irrisorio», e ricordano «che da anni il centrodestra chiede alla Casalp e Ater prima una verifica puntuale e precisa sui diritti reali degli assegnatari attuali».  Tutto questo, dicono, «mentre il neoassessore al sociale ammette che la situazione degli sfratti e dell'emergenza abitativa in generale ha raggiunto ormai punte di disagio insostenibili».  Marcella Amadio, capogruppo dell'altro schierame nto del Pdl in Comune, replica invece per scritto a quanto dichiarato da Cristiano Lucarelli nella conferenza convocata sabato scorso. «Desidero fare chiarezza - spiega - visto che Cristiano Lucarelli mi ha tirata in ballo in una maniera che ritengo indebita. E' vero che io, nei primi mesi di quest'anno, ho ricevuto una lettera anonima con la quale mi si informava della questione della casa popolare di Shangai in uso alla madre di Lucarelli. Non mi sono mossa allora perché ho visto che la lettera era indirizzata anche alla Procura della Repubblica. Perciò, ho ritenuto di non rendere pubblico il contenuto di questa lettera mediante conferenza stampa o interrogazione in consiglio comunale onde non ostacolare eventuali indagini della magistratura. Se a Livorno esiste una persona libera, questa si chiama Marcella Amadio. Non mi interessa se Cristiano Lucarelli giocava nel Livorno o in altre squadre. Non sono un'appassionata di calcio: quando il Livorno vince mi fa piacere, ma il mio interesse per il pallone si ferma lì. Né mi interessa che Lucarelli sia stato editore del Corriere di Livorno».  «Allo stesso modo - prosegue Amadio - non mi interessano i fatti privati della famiglia Lucarelli, e quindi sapere o non sapere se i coniugi Lucarelli siano o meno separati e se tale separazione sia reale o meno, anche perché non sta a me verificarlo. Io so soltanto che, se non altro per motivi di opportunità, sarebbe stato meglio per i Lucarelli lasciare la casa popolare di via dell'Antimonio e, in caso di bisogno, alloggiare la signora Bussotti-Lucarelli in una delle tante proprietà della famiglia. Posso capire che ci sia affezione nei confronti della casa natale, ma quando la casa è della collettività, essa deve essere lasciata. Questo vale per Lucarelli come per chiunque. Credo che Casalp dovrà rispondere e chiarire molti aspetti di questa questione, e credo ancora più fermamente che ci sia bisogno di creare una commissione costituita dalla stessa Casalp, dai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, promuovendo magari una sorta di convenzione con la Guardia di Finanza, affinché si possano esercitare controlli costanti».  «Anni fa - conclude Amadio - Cristiano Lucarelli scrisse un libro dal titolo "Tenetevi il miliardo". Se fossimo stati a conoscenza della casa di Shangai, avremmo potuto rispondere: "Va bene, ma intanto restituite la casa". Caro Lucarelli, hai voglia a correre sotto la curva nord dello stadio con il pugno chiuso inneggiando a Che Guevara...»

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