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Le barche del Mediceo alla banchina 75
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Lassessore comunale Bruno Picchi L'Authority rispetterà gli accordi. «E non rinunciamo alla Bellana»
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LIVORNO. A primavera cominceranno i lavori di realizzazione del porto turistico Azimut Benetti. Ma prima di mettere mano alla ruspe bisognerà trovare un posto alle 700 barche che ora vi sono ormeggiate. E il posto sembra essere stato individuato: in una recente riunione, l'Autorità Portuale si è impegnata a mantenere l'accordo firmato nel luglio 2007 a Palazzo Chigi, che destina la banchina 75 alle barchette del Mediceo, in attesa di una sistemazione definitiva in altro luogo. Non era scontato, perchè non è un mistero che l'Authority abbia altri progetti per quella banchina (crociere). E dunque assume una particolare rilevanza la firma apposta dal presidente Piccini sul verbale della riunione, cui hanno partecipato anche Comune (l'assessore Picchi) e Provincia (l'assessore Nocchi). La riunione ha suggellato un accordo tra gli enti. Da una parte, l'Autorità Portuale è disposta a sacrificare, pur temporaneamente, una preziosissima banchina: sacrificio ancor più pesante ora che sta per partire la privatizzazione della Porto 2000 (e le banchine a disposizione delle crociere sono un asset decisivo per la valutazione della società). Dall'altra il Comune si è impegnato a insistere con l'individuazione di una area per la diportistica minore. La Sovrintendenza ha espresso parere negativo sulla previsione di un punto di ormeggio alla Bellana «ma non ci arrendiamo» dice l'assessore Bruno Picchi. «Non rinunceremo al progetto» conferma il presidente dell'Authority Piccini. Il Comune ha estromesso «l'individuazione di un'area per la diportistica» dalla variante anticipatrice del piano regolatore del porto, perchè - non essendoci l'ok della sovrintendenza - «avrebbe rallentato l'iter della pratica». «Ma - prosegue Picchi - ci siamo impegnati a recuperare l'idea nel piano strutturale: contiamo di convincere la sovrintendenza, anche attraverso una specifica progettazione, che alla Bellana non c'è niente da tutelare perchè la spiaggia non esiste più». C.M.
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