Il Tirreno

Livorno

SEGUE DALLA PRIMA

RIDISEGNAMO LA CITTÀ

Massimo Paoli

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 Quale classe politica arriva a essere così amorfa da dover chiedere alla gente cosa fare in termini di scelte tecniche?  Una volta riconosciuto che si era praticamente tutti d'accordo sul fatto che il nuovo ospedale fosse necessario, andava discussa l'ubicazione. Si doveva fare largo a un dibattito tecnico reale e approfondito, magari anche aspro, nel senso e con il metodo suggerito a sua tempo da Emanuele Rossi (sono convinto che quasi tutti non si ricordano della sua proposta), ma che facesse parlare le expertise e facesse emergere le visioni competenti. Invece abbiamo assistito a mesi di intimazioni ideologiche, a una larga quanto colpevole disinformazione, come sempre d'altra parte quando prevalgono le esigenze della propaganda, e infine a un vecchio massimalismo populista che scambia la democrazia con il "voto" comunque sia. Diciamo la verità, è sembrato che per molti, forse troppi soggetti il referendum fosse una scusa per un'inopportuna quanto assurda prova di forza che con l'ospedale nuovo aveva poco a che fare.  Ora però dobbiamo avere la forza di sgombrare il campo. I guerrieri dell'una e dell'altra parte rientrino nei ranghi e facciano posto ai tecnici e alle proposte costruttive. D'altra parte i livornesi sono stati molto più chiari di sempre. Hanno detto senza infingimenti (8 su 10 addirittura): caro sindaco e maggioranza, vi abbiamo votato appena un anno e mezzo fa, mantenete gli impegni elettorali.  E'ora di mettere mano al Piano regolatore generale, perché effettivamente l'ospedale e non solo va incastonato in un nuovo "grande" disegno della città.  Va colta l'occasione unica nella storia di Livorno della concomitanza possibile tra Prg urbano e quello portuale. Discutiamo di questi, discutiamo su basi informative serie, invitando le istituzioni a non giocare come fa la Port Authority che continua ad annunciare come si sia ormai pronti a mettere a gara la Darsena Europa, senza che nessuno l'abbia vista e nessuno ne abbia discusso, né come è fatta, né quale possa essere il waterfront che ne deriva, né le ricadute sulla città.  Ora invece sarebbe possibile dire insieme e con forza: vogliamo vedere il Prg del porto e discuterlo in parallelo al Prg della città. O sul porto "non si può" come in una famosa pubblicità degli anni passati?

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