Il Tirreno

Livorno

Morì all'Utic, il giudice richiama a testimoniare dottoressa e infermiera

Morì all'Utic, il giudice richiama a testimoniare dottoressa e infermiera

Le due testi si avvalsero della facoltà di non rispondere Erano nel reparto quando gli allarmi erano staccati

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Colpo di scena al processo per il paziente morto nel reparto di cardiologia perché gli allarmi dei monitor non erano inseriti. Il primario dell'epoca, il dottor Michele Galli, imputato per omicidio colposo, ha chiamato in causa senza mezze misure alcuni di coloro, infermieri e medici, che erano di turno al momento del decesso. Poi è arrivata la decisione del tribunale, che su richiesta della difesa, ha richiamato due testi, un medico ed un infermiera di turno in quel frangente, che si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, e che invece, alla luce di una recente sentenza di Cassazione, dovranno ripresentarsi in tribunale.  Ecco l'udienza di ieri al processo per la morte di Michelangelo Gori che si svolge davanti al giudice Beatrice Dani, con il pm Antonella Tenerani, gli avvocati difensori Paolo Uccelli e Lorenza Musetti, e gli avvocati di parte civile, in rappresentanza della moglie, dei figli e dei genitori di Gori, Ugo Boirivant, Giacomo Cassano, Fausto Bianchi e Danilo Adoncecchi.  Ieri il dottor Galli ha illustrato, con un proiettore, una serie di foto che mostravano come funziona il monitoraggio dei pazienti all'Utic. Galli, dopo aver illustrato alcune incongruenze del sistema, compreso che anche se compariva la voce allarme staccato, in un altra schermata questo risultava inserito, ma ha anche sottolineato come il sistema, allarmi o no, indichi sempre, nella traccia dei monitor se ci sono problemi, e lo faccia con una scritta che dice chiaramente sul monitor di cosa si tratta.  Infine Galli ha lanciato il suo atto di accusa: «Ho atteso inutilmente che le persone che si sono avvalse della facoltà di non rispondere - ha dichiarato l'ex primario - si facessero avanti. E' bene che si sappia che nessuno dei medici aveva mai autorizzato a staccare gli allarmi. Se questo non fosse successo, probabilmente il paziente si sarebbe potuto salvare».  A questo punto l'avvocato Uccelli ha chiesto, alla luce di una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la quale prescrive che chi è stato archiviato in sede di udienza preliminare non può avvalersi della facoltà di non rispondere se chiamato a testimoniare, di sentire la dottoressa Anna Di Giorgio e l'infermiera Anna Bisanti, in servizio nel reparto, e che, appunto, non risposero alle domande del pm. Richiesta che è stata accolta dagli avvocati Boirivant e Bianchi, mentre Adoncecchi e il pm si sono opposti, ma che il tribunale ha accolto. Le due testi saranno ascoltate nella prossima udienza fissata per il 21 gennaio prossimo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web