Il Tirreno

Livorno

Stipendio maggiorato, Piccini indagato

Cristiano Meoni
Stipendio maggiorato, Piccini indagato

La Procura ipotizza 60mila euro di troppo, lui reagisce: «Sono sereno, chiarirò tutto»

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 LIVORNO. Roberto Piccini è indagato in un'inchiesta aperta della Procura sulla maggiorazione del suo stipendio di presidente dell'Autorità Portuale. «Sono sereno - dice Piccini - e in grado di chiarire tutto».  Ieri mattina il presidente dell'Autorità Portuale, accompagnato dall'avvocato Paolo Bassano, è stato ascoltato dal magistrato che conduce l'inchiesta, il sostituto procuratore Gianfranco Petralia. Un incontro chiesto dallo stesso Piccini e accordato dal magistrato. L'ipotesi di reato per la quale la Procura procede è truffa. Secondo questa ipotesi, Piccini avrebbe percepito indebitamente la maggiorazione di trasferta (22mila euro lordi l'anno per tre anni, dal 2007 al 2009) dichiarando di risiedere a Montecatini ma in realtà abitando a Livorno. Ma ieri Piccini ha confermato di aver risieduto a Montecatini per tutto il periodo nel quale ha percepito la maggiorazione.  Completo blu, sorridente anche se teso, Piccini è entrato nella stanza di Petralia alle 11.15 e ne è uscito alle 13.30. Si è impegnato a presentare una memoria, allegando la documentazione che attesterebbe che fra il gennaio 2007 e la fine 2009 ha abitato a Montecatini: dagli scontrini agli estratti conto del Telepass.  E' stato il consigliere provinciale del Pdl, Benito Gragnoli, a sollevare il caso, prima con un'interrogazione, poi con un esposto alla magistratura. Il magistrato ha delegato a svolgere le indagini il nucleo di polizia giudiziaria della Finanza. Che, dopo aver controllato le utenze delle abitazioni frequentate da Piccini, ascoltato i suoi vicini, e anche dopo averlo pedinato, ha rimesso un'istruttoria al magistrato.  Roberto Piccini è stato nominato presidente dell'Autorithy il 5 dicembre 2006. Il mese dopo ha trasferito la residenza anagrafica da Livorno a Montecatini Terme, cominciando a percepire l'indennità riconosciuta ai presidenti di Autorità Portuale che risiedono fuori dal Comune sede dell'ente (pari al 10% dello stipendio): 22mila euro lordi annui, in aggiunta ai 220mila euro lordi all'anno dell'indennità. Maggiorazione che Piccini ha riscosso fino a settembre 2009, quando ha comunicato all'Authority che intendeva riportare la sua residenza anagrafica a Livorno.  Il presidente dell'Autorità Portuale ha spiegato al magistrato che lui a Montecatini ci ha abitato davvero, fin dal 2001, dopo la separazione dalla moglie. Aveva però mantenuto la residenza anagrafica a Livorno. Dopo la nomina all'Authority, fu messo al corrente che ai presidenti che abitavano fuori città, per legge, spettava una maggiorazione del 10% dello stipendio. Così trasferì la residenza a Montecatini.  L'indagine della Procura ha accertato che Piccini, poco dopo, il 2 luglio 2007, ha acquistato un appartamento a Livorno, in Venezia. Circostanza confermata da Piccini, che ha spiegato di averlo usato soprattutto durante il giorno, come appoggio per il lavoro. Aggiungendo però di aver continuato a pernottare a Montecatini, dove rientrava anche durante i fine settimana.  Gli accertamenti fatti dalla Finanza sui consumi delle due abitazioni hanno però evidenziato che, a partire da metà 2008, Piccini ha cominciato ad utilizzare maggiormente l'appartamento di Livorno. Utilizzo che è progressivamente cresciuto nel 2009 e nel 2010. Piccini ha spiegato che negli ultimi tempi è rimasto più spesso a Livorno per stare vicino ai genitori malati. Aggiungendo che, quando si è reso conto che non era più in grado di rincasare a Montecatini, non ha esitato a riportare la residenza anagrafica a Livorno e a rinunciare alla maggiorazione.

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