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Niente più rossetti, protestano i pescatori
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Il corteo di protesta dei pescatori al porto mediceo L'Europa vieta la cattura dei piccoli pesci: una mazzata al settore
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LIVORNO. La pesca al rossetto, per pescatori e cittadini livornesi, potrebbe trasformarsi da ricco guadagno a romantico ricordo. L'attività non partirà quest'anno, come sempre, il primo giorno feriale di novembre, poiché questo tipo di pesca si sta scontrando con le norme dell'Unione Europea. Coinvolti circa 160 operatori del settore e più di cinquanta imbarcazioni. Il regolamento comunitario di giugno ha vietato le pesche speciali (tra cui appunto quella del rossetto), salvo la dotazione da parte degli Stati membri di appositi piani di gestione: a spiegarlo è un volantino distribuito ieri durante un corteo di protesta al porto mediceo, cui hanno partecipato pescatori, cooperative ed associazioni (Lega Pesca, Federcoopesca, Federpesca). Motivo della contestazione e dell'impossibilità ad iniziare la pesca del rossetto: l'assenza di un piano di gestione che risolva il problema. «Sono due i motivi contenuti nel regolamento comunitario - spiega Maria Mennella, responsabile della cooperativa S. Maria Assunta - che impediscono la pesca al rossetto: le misure delle maglie delle reti e la distanza dalla costa». Il regolamento prevede infatti la dimensione minima della maglia non inferiore ai quaranta millimetri, nonché l'obbligo di esercitare una pesca ad una distanza dalla costa non inferiore alle tre miglia. L'attuale situazione di stallo - dice l'assessore regionale alla pesca Gianni Salvadori - «è dovuta ad una palese sottovalutazione della questione da parte del ministero delle politiche agricole che ha inviato all'Unione Europea la richiesta di deroga al regolamento per le regioni Liguria e Toscana, allegando piani di gestione che contenevano gravi errori di formulazione. Errori - aggiunge Salvadori - segnalati da mesi ma che il Ministero ha pensato di correggere con una nota inviata solo il 14 ottobre». Così adesso tutto sarà deciso dalla Commissione Europea il 14 novembre, quando valuterà la nuova documentazione. «Se tutto va bene - dice Maria Mennella - s'inizia a ripescare a gennaio. Per evitare ulteriori perdite di tempo e di denaro, tutti i presenti ieri al corteo hanno chiesto: al Ministro delle Politiche Agricole Galan di autorizzare la pesca in deroga a partire da novembre; alla Regione di aiutare economicamente i pescatori se il roblema dovesse persistere». «Provincia e Regione - dice l'assessore provinciale alla Pesca Paolo Pacini - seguono con attenzione l'evolversi della situazione e sono vicine ai pescatori e alle loro famiglie che rischiano di perdere una parte considerevole, circa il 30-40%, di reddito». P.N. Nel mirino c'è la sciabica Per il rossetto viene usata la sciabica, una rete formata da varie pezze a maglia diversa, piccole nel corpo centrale (dove si effettua la cattura) e grandi sui due lati. La rete è usata per altri tipi di pesca (bianchetto, cicerello, novellame da semina); quella per il rossetto è detta Aphia minuta. Secondo la regolamentazione in materia, questo tipo di rete ha bisogno di una deroga al regolamento, dato che le maglie non superano i quaranta millimetri. «Se risultasse complicato far accettare la sciabica dalla Commissione Europea - ha detto il presidente di Federcoopesca Massimo Guerrieri - si potrebbe presentare una richiesta per pescare solo con la "circuizione senza chiusura", con caratteristiche vicine alla sciabica».
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