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Perseguitava la ex: arrestato operaio
Era già stato ammonito ma poi ha sfondato il portone della donna
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LIVORNO. Dopo la rottura del loro rapporto sentimentale, ha inziato a tormentare la ex fidanzata. L'altra sera la persecuzione è arrivata al punto di sfondare il portone della casa dove abita la donna e a danneggiarle l'automobile. La donna, spaventatissima, ha chiamato la polizia e gli agenti hanno arrestato il persecutore, per il reato di "stalking". L'arresto è avvenuto alle 23,30 di mercoledì in via San Luigi, quando una donna ucraina di 36 anni ha chiesto aiuto al centralino del 113 spiegando che il suo ex fidanzato stava letteralmente assediando la sua abitazione. L'uomo, Roberto P., 43 anni, residente a Guasticce, operaio, dapprima si era attaccato per una mezz'ora al campanello e poi ha sfondato il vetro del portone e spaccato lo sportello della Ford Fiesta della donna, parcheggiata sotto casa. Ma quello di mercoledì sera non è stato altro che l'ennesimo episodio di una lunga serie di persecuzioni nei riguardi della donna. Tutto è inziato nel 2007, quando la signora ucraina iniziò a lavorare come badante del padre dell'operaio, e durante quel periodo, allacciò un rapporto sentimentale con Roberto P. che andò avanti per aluni mesi. Le cose cambiarono radicalmente quando la donna cambiò lavoro e troncò anche il rapporto sentimentale con l'operaio di Guasticce. Quest'ultimo non si rassegnò affatto alla cosa e iniziò a tormentare la ex fidanzata. L'operaio infatti prese a seguire l'ucraina, andando nel nuovo posto di lavoro, un ristorante, e alla nuova abitazione, dove riuscì in qualche modo anche ed entrare. Un comportamento che venne denunciato ai carabinieri da parte della vittima e che portò, il 19 dicembre dello scorso anno all'ammonimento da parte del Questore all'operaio affinchè smettesse di molestare la ex fidanzata. Una misura di cui però Roberto P. non ha tenuto conto riprendendo la sua attività fino all'altra sera, quando la sua vittima, dopo essere stata minacciata di morte dall'ex fidanzato che era riuscito ad entrare nel portone della sua abitazione, ha chiesto aiuto al 113. Sul posto è così arrivata una volante, che una volta in via San Luigi ha notato due uomini che scappavano a piedi verso via Palestro. I due sono stati bloccati dagli agenti: uno era l'operaio, che nonstante in precedenza avesse detto alla fidanzata di non aver paura della polizia, quando la pattuglia è arrivata, se la è data a gambe; l'altro invece era un moldavo di 35 anni, che abitava con l'ucraina e che, essendo sprovvisto di permesso di soggiorno, quando ha capito che stava arrivando la polizia, era scappato via a sua volta per non farsi vedere dagli agenti. I due uomini sono stati così arrestati: il moldavo perché clandestino, l'operaio di Guasticce per il reato di stalking.
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