Il Tirreno

Livorno

Chieste condanne pesanti per giudice e prefetti

lu.dem.

Lo scandalo di Elbopoli in Appello. Il pg: sette anni e mezzo a Lamberti

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 LIVORNO. Sono pesanti le condanne chieste dalla procura generale di Genova ai giudici della Corte d'Appello per lo scandalo a base di abusi eccellenti e corruzione ormai conosciuto come Elbopoli. Ancora più pesanti delle richieste avanzate nel processo di primo grado.  Per l'ex prefetto di Livorno Vincenzo Gallitto i magistrati della Corte d'Appello genovese hanno chiesto la condanna a otto anni e mezzo, mentre la pena stabilita in primo grado è stata di due anni. Sette anni e mezzo sono stati chiesti per Germano Lamberti, già capo dei giudici per le indagini preliminari del tribunale di Livorno, condannato a tre anni in primo grado per corruzione in atti giudiziari. Anche Giuseppe Pesce, vice di Gallitto ed ex prefetto di Isernia (che ha preso due anni e due mesi), per la procura generale va condannato a sette anni e mezzo. Pena identica è stata chiesta per gli imprenditori edili pistoiesi Franco Giusti e Fiorello Filippi, che in primo grado si erano visti infliggere la pena più pesante: tre anni e quattro mesi. Ben sei anni sono stati chiesti per l'ex responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Marciana, Gabriele Mazzarri (un anno e otto mesi in primo grado), tre anni per l'agente immobiliare di Rio Marina Francesco Sinisgallo e due anni per Luigi Logi, nella sua qualità di sindaco di Marciana. Tanto Sinisgallo quanto Logi erano usciti dal processo davanti al tribunale di Genova con l'assoluzione in tasca.  Il giudizio in Appello si concluderà l'11 novembre: adesso avranno spazio le difese, a disposizione delle quali sono state messe le udienze del 3 e 4 novembre. L'accusa ha insistito sulla necessità di non concedere agli imputati le attenuanti generiche, che invece i giudici del tribunale, nella loro sentenza, avevano riconosciuto a tutti. E' stata la stessa Paola Calleri, pubblico ministero in primo grado, a svolgere gran parte della requisitoria, al termine della quale ha chiesto condanne ancora più dure di quelle che aveva avanzato davanti al tribunale.  La vicenda tornata nelle aule giudiziarie è quella degli abusi e della corruzione che avrebbero regnato all'Elba nell'estate del 2003, quando il gip Lamberti respinse la richiesta di sequestro di un cantiere irregolare, secondo l'accusa in cambio di un appartamento.

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