Il Tirreno

Livorno

Liberata dalla polizia nel campo di Coltano

Schiava a 15 anni rapita e violentata: manette per cinque

La giovane costretta a sposarsi
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La giovane costretta a sposarsi

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 LIVORNO. A salvarla è stata una telefonata ai genitori, che di lei avevano perso le tracce a fine maggio, in un momento in cui è sfuggita al controllo dei carcerieri: «Sto malissimo, aiutatemi». I familiari, kosovari poverissimi, si sono messi in contatto con l'Interpol che è arrivata a metà agosto alla polizia di Pisa. E' stata liberata nel campo rom di Coltano, dove viveva come una schiava. Rapita a 15 anni, portata via con l'inganno ai genitori, andata in sposa contro la sua volontà ad un altro ragazzino come lei. Un sequestro durato cento giorni e conclusosi a fine agosto. Per questa storia è stato denunciato al tribunale dei minori di Firenze lo sposo quindicenne e sono finiti in carcere in cinque: la nonna, il padre e la madre del ragazzo, e un'altra coppia, i suoi zii. Due croati e tre slave, tutti nomadi, inseriti a suo tempo e a vario titolo nei progetti di integrazione del Comune di Pisa. Accuse pesantissime: tratta di persone, che include sequestro, riduzione in schiavità e violenza sessuale su minore. La nonna, capo della famiglia, è Nebehat Hamiti, 53 anni, e vive a Gello di Pontedera; il padre è Riza Haliti, la madre Ibadet Dibrani: tutti e due di 33 anni; gli zii sono Erizon Mahmuti, 38 anni, e Vjolca Dibrani, 37. ALTRO SERVIZIO A PAGINA 12

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