Italia
Affondo di Daniele Bettinetti: queste regole soffocano la democrazia
«Si stanno rottamando da soli»
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Daniele Bettinetti 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Mi è anche passato per la mente di rottamare la tessera del Pd, ma poi ho pensato che a casa devono andare altri, mica io». Daniele Bettinetti conferma la sua adesione alla linea di Renzi e attacca a fondo. «A Livorno - dice - sta nascendo un Partito democratico non-democratico. E non è un gioco di parole ma il risultato di un mix fra regole regionali e miopia locale». Nel mirino di Bettinetti c'è il meccanismo di elezione dell'Assemblea territoriale e di quella comunale del partito: secondo il regolamento regionale per le elezioni dei circoli, spiega Bettinetti, ogni delegato «deve per forza far parte di una lista legata ad un candidato segretario che approva i nominativi dei delegati». Niente di più negativo, per l'esponente del Pd, perché questo «non è un meccanismo inclusivo e aperto alla partecipazione», a cui va aggiunto il fatto che a Livorno ci sono due candidati unici: «Sta quindi nascendo un partito in cui tutti i dirigenti saranno solo persone autorizzate dai due segretari che di fatto sono già eletti in quanto corrono da soli. Si stanno formando così delle assemblee totalmente controllate non da chi ha dato il voto (iscritti) ma direttamente dal candidato che poi diventa segretario. Un candidato che di fatto si fa un partito a sua immagine in cui, come nel medioevo, ci sarà solo da sperare nella buona volontà del capo secondo una visione paternalistica che poco ha a che fare con la democrazia». «La vera distruzione-rottamazione - conclude Bettinetti - non la fanno i rottamatori Renzi e Civati ma è un fenomeno tutto interno al Pd. Stanno auto-distruggendo il partito negando la partecipazione».
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