Il Tirreno

Livorno

IL CASO

E ora si risparmia anche sulla carta dei ticket

Maria Teresa Giannoni

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 Il biglietto dell'autobus è di carta e si piega facilmente quando stai per infilarlo dentro l'obliteratrice. Però poco male, tanto deve durare solo un'ora e un quarto, poi lo puoi buttare. Chi comprava il carnet da dodici corse (conveniente perché costa 10 euro e quindi viaggi due volte gratis) poteva anche strappare quello usato, ma spesso lo lasciava con gli altri che facevano un certo spessore in tasca. Piccolo tesoro da tenere di conto fino all'ultimo ticket, poi via tutto.  Ma ora no. Da un po' di tempo non è più così. Nel carnet non ci sono più i dodici rassicuranti biglietti, ce ne sono soltanto tre che valgono ognuno per quattro volte. Li devi "bucare" ad ogni viaggio sul lato più piccolo: sopra, sotto, davanti e dietro. Un biglietto che dura quattro volte è un bel pensiero per chi prende l'autobus con una certa regolarità. Dopo la seconda obliterata sei costretto a toglierlo dal carnet perché lo devi timbrare dall'altro lato e da quel momento è molto facile perderne il controllo. Non se ne resta più fermo nel portafoglio con gli altri fratelli, si nasconde dentro i mille sottofondi delle borse delle donne, finisce accartocciato nella tasca del giubbotto, vola per terra quando scendi alla fermata. Perché tutta l'operazione l'hai fatta con una certa fretta, magari appeso al corrimano dell'autobus per non cadere. Spesso lo butti senza accorgertene, sta di fatto che quando devi riusarlo non lo trovi mai.  E anche tu che non saliresti mai sull'autobus senza biglietto ti chiedi: quanto sarà mai il risparmio di carta per l'Atl in tutta questa operazione?

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