Il Tirreno

Livorno

La protesta di Labellarte (Pol. Ardenza): vogliono cacciarmi, ma non sono abusivo

Sciopero della fame contro il Comune

Vincenzo Labellarte col consigliere Pdl Romiti
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Vincenzo Labellarte col consigliere Pdl Romiti

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 LIVORNO. «Dal nostro edificio non ce ne andremo: abbiamo già subito troppe ingiustizie dal Comune, è l'ora di dire basta». Vincenzo Labellarte, della Polisportiva Ardenza, ieri mattina si è presentato a palazzo Civico annunciando l'inizio dello sciopero della fame e esponendo un cartello nel quale afferma di aver subito soprusi e ingiustizie di qualsiasi genere dall'amministrazione comunale.  Labellarte ha ricapitolato ancora una volta la vicenda dei campi da tennis di Banditella (nei pressi dei campi di calcio del Picchi), una cui parte è finita all'asta giudiziaria («Ma su questo c'è una nostra denuncia alla Procura che sta tuttora indagando»), mentre un'altra parte viene reclamata dal Comune, che ritiene abusiva la sua presenza. «Tutto questo è sbagliato - dice Labellarte - perché l'edificio dove attualmente abito non avendo più altro domicilio ha ricevuto la sanatoria dal Comune. Come si può ritenere allora abusiva questa costruzione? Quando i vigili sono venuti l'altro giorno per sgomberarci ci siano trovati costretti a firmare l'impegno, ma noi non ce ne andremo». Labellarte è stato poi ricevuto dall'assessore Valter Nebbiai.

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