Italia
L'ispettrice: «Riferirò, per parlare è presto»
lu.dem.
Un'ora di colloquio nella scuola, poi sale nell'auto dell'assessore
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LIVORNO. Accento vagamente umbro, modi gentili, ma fermo rifiuto a entrare nel merito del colloquio avuto dentro la scuola. Quando Paola Biagioni, ispettore del Ministero dell'istruzione, lascia il Centro infanzia "Alveare", lo fa in compagnia dell'assessore alle attività educative del Comune, Carla Roncaglia. Poi sale sull'auto dell'assessore e riparte, alla volta del suo ufficio. Si guarda bene dal dire se il caso dell'ex teatro San Marco è simile o no a quello della padanissima Adro, anche se la ragione per la quale il ministro Gelmini l'ha mandata a Livorno è proprio quella. Ma l'impressione che se ne trae è che la particolarità della situazione non le sia sfuggita, compresa la volontà di innestare un caso tutto politico in un contesto il cui valore storico è, comunque, fuori discussione. «Non posso esprimere valutazioni, innanzitutto perché la mia relazione deve essere trasmessa prima all'amministrazione, che eventualmente deciderà se comunicare qualcosa e poi perché è prematuro», dice. A quanto si è appreso, il clima durante il sopralluogo dell'ispettore, effettuato con l'assessore e con i responsabili del complesso educativo, è stato tutt'altro che all'insegna della tensione e dell'ostilità. Anche perché le visite degli ispettori sono un evento non infrequente, nelle strutture educative comunali. Non è ancora chiaro se ci saranno, magari nei prossimi giorni, altri sopralluoghi nello stesso edificio. «Questa è la mia prima visita - ha detto ancora Paola Biagioni - e siccome sono un ispettore, ho cercato di verificare il funzionamento della scuola. Successivamente, potranno essere fatte altre valutazioni». Ma non ci sono elementi, ha concluso l'ispettore, per affermare qualcosa di definitivo.
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