IL CENTRODESTRA
Taradash e Amadio per una volta sono d'accordo: via quei vessilli
lu.dem.
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LIVORNO. «Quelle bandiere andavano rimosse». I vessilli di Rifondazione comunista sulla facciata del teatro San Marco hanno fatto il miracolo di metter d'accordo - per una volta almeno - le due sponde del Pdl livornese. Tanto Marco Taradash quanto Marcella Amadio, capigruppo di due tronconi separati in consiglio comunale, ritengono che dovevano essere tolti dall'amministrazione. Secondo Taradash il ministro Gelmini «ha fatto esattamente quello che doveva fare, cioè il suo dovere: verificare se corrispondesse a verità oppure no una notizia pubblicata sulla stampa, e nel caso specifico sul Giornale, secondo cui sulle mura di una scuola materna livornese garriscono le bandiere di Rifondazione comunista». «Libera Rc di celebrare la memoria di Stalin - dice ancora Taradash - lì giustamente richiamato fra i padri fondatori insieme a Marx, Lenin e Engels. Meno chiaro è perché quelle bandiere di partito restino ancora a decorare la facciata di un edificio pubblico, e perché quindi il sindaco non abbia dato disposizione di rimuoverle. Ma, al di là delle beghe livornesi, al ministro corre l'obbligo di conoscere la verità dei fatti, e, se del caso, intervenire per garantire come ha fatto ad Adro la non ingerenza dei partiti nella vita scolastica». Marcella Amadio ritiene che «nessuno debba appropriarsi delle istituzioni» e ricorda di «aver denunciato il problema da anni». «Se c'è l'esigenza di celebrare un avvenimento storico, la targa che è sulla facciata è sufficiente, ma una bandiera di partito non va bene», dice ancora Amadio, che lancia una proposta provocatoria: «Se poi si decide che su quel muro ci possano stare bandiere di partito, allora invito tutti i partiti a metterci la propria, ovviamente a cominciare dal mio». «Questa sinistra - conclude Marcella Amadio - non sa neanche fare il proprio mestiere: quel luogo sarebbe potuto diventare un museo storico che ricordasse ciò che è successo lì nel 1921, con la fondazione del Partito comunista. Ora invece è un asilo e le bandiere di partito devono esser tolte al più presto».
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