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IL CASO DEL TASSISTA
L'autovelox aiuta la sicurezza
Angela Gandolfi
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Ho appena letto l'articolo del tassista che rischia di perdere il lavoro per i 40 punti decurtati dalla patente. Il tassista dice: "E poi non bisogna dimenticare che quando si guida si deve stare attenti a mille cose". Giusto! Anche ai cartelli di segnalazione di Autovelox, infatti mi è capitato di passare da viale Etruria e il cartello lo indica bene. Prosegue: "Specialmente per noi tassisti non è facile:abbiamo la responsabilità dei passeggeri". Questa è una contraddizione bella e buona. Il gentlemen dal cuore isolano, come lo chiamate voi, ha la responsabilità dei passeggeri e di conseguenza si sente in diritto di sfrecciare su di una strada pericolosa oltre i limiti di velocità? Non contando che un'automobilista ha anche il dovere di rispettare, non solo chi ha a bordo, ma anche quelli che stanno fuori. Menomale che c'è l'autovelox perché, altrimenti ancor oggi sfreccerebbe fuori dei limiti, fino al successivo autovelox. Questo articolo mi sembra più un ammissione di colpa che di discolpa, perché questo tassista ci dice con chiarezza, che il limite di velocità lui lo supera, sia nei momenti precedenti, sia in quelli successivi agli autovelox: rallenta solo quando gli è davanti. Se avesse fatto un incidente a quella velocità, magari con ragione, l'assicurazione avrebbe pagato eventuali danni alle cose o alle persone? Credo proprio di no. sarebbe stato bene che il tassista si fosse preso le proprie responsabilità e non si fosse arrampicato sugli specchi, per non pagare delle multe che gli sono state notificate con ragione da parte della polizia municipale del nostro capoluogo, anzi dovrebbe farsi un esamino di coscienza e protestare con sé stesso per i gravi sbagli commessi.
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