Il Tirreno

Livorno

Si alleggerisce ancora la posizione del primario di dermatologia nell’indagine sui farmaci

Ceccarini, cade l'obbligo di dimora

lu.dem.
Massimo Ceccarini, primario di dermatologia, è tornato in libertà
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Massimo Ceccarini, primario di dermatologia, è tornato in libertà

Revocata dal gip la misura cautelare dopo l'interrogatorio

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 LIVORNO. Massimo Ceccarini non ha più l'obbligo di dimora. La misura cautelare a cui era sottoposto è stata revocata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, a seguito dell'interrogatorio che il primario di dermatologia del nostro ospedale, indagato per corruzione in concorso nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura fiorentina e dai carabinieri del Nas, ha reso nei giorni scorsi, accompagnato dal suo legale, l'avvocato Marco Talini.  La notizia della revoca dell'obbligo di dimora è trapelata ieri sera, ma né il diretto interessato né il difensore hanno fornito ulteriori particolari sul contenuto del provvedimento che è stato depositato dal gip nelle scorse ore. Lo faranno probabilmente in giornata, una volta letta con attenzione l'ordinanza che restituisce al primario la piena libertà.  Il fatto che Ceccarini torni completamente libero rappresenta non solo un elemento di sollievo psicologico per lui, che aveva accolto la notizia dell'obbligo di dimora come il classico fulmine a ciel sereno, ma segna anche una svolta a suo favore nell'indagine, dal momento che il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che non sussistano più i motivi per mantenere in piedi la misura. D'altra parte, che la posizione di Ceccarini fosse più leggera rispetto agli altri indagati lo si era capito anche due settimane fa, quando a Firenze fu diffusa la notizia dell'inchiesta.  Per Massimo Ceccarini, 52 anni, primario di dermatologia, un passato da consigliere comunale nelle file dei Ds (e poi del Pd), era stato disposto dal gip l'obbligo di dimora malgrado il pubblico ministero avesse chiesto per lui gli arresti domiciliari. E se questo era avvenuto, è stato perché il suo coinvolgimento nell'associazione per delinquere guidata - a detta degli inquirenti - dal professor Torello Lotti, docente all'Università di Firenze e direttore della Clinica dermatologica dell'ospedale fiorentino Santa Maria Nuova, era sostanzialmente nullo. Se Ceccarini è entrato nell'indagine, è solo per il suo ruolo di presidente dell'Accademia toscana di dermatologia, ma questo fatto secondo il giudice per le indagini preliminare non rappresenta la dimostrazione del fatto che fosse a conoscenza delle manovre impostate e effettuate dai personaggi coinvolti nell'indagine in misura assai più pesante.  Ceccarini, anzi, per l'accusa ha costituito perfino un freno e un ostacolo al funzionamento del sodalizio criminoso su cui stanno indagando i magistrati fiorentini. A ciò si aggiunge l'esito dell'interrogatorio dei giorni scorsi, che evidentemente il giudice ha ritenuto soddisfacente. Ceccarini, dunque, torna in piena libertà senza neanche dover passare dal ricorso al tribunale del Riesame: anche questo è un dato non secondario.

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